Bici e monopattini, la ztl è un caos e i pedoni sono a rischio. I divieti ci sono anche per loro ma vengono ignorati

Venerdì 3 Luglio 2020 di Federica Serfilippi
Bici e monopattini, la ztl è un caos e i pedoni sono a rischio. I divieti ci sono anche per loro ma vengono ignorati

ANCONA - La bella stagione e gli incentivi governativi hanno già dato un assaggio dello scenario che potrebbe svilupparsi a breve. E cioè l’invasione per le strade cittadine dei simboli della mobilità sostenibile, primi fra tutti biciclette e monopattini elettrici. Questi ultimi, con la conversione del decreto legge “Milleproroghe”, sono stati equiparati alle bici che, a loro volta, sono considerate dal Codice della strada come veicoli a tutti gli effetti. Dunque, hanno regole ben precise da rispettare, seppur con qualche differenza tra loro. Sono due mezzi comodi, senz’altro, ma che a volte possono rendere difficile la vita ai pedoni e, in alcuni casi, anche ai motori. 

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I furbetti
Capita, infatti, di vedere una bici che procede nel senso opposto di marcia rispetto alla direzione che in teoria dovrebbe seguire. O monopattini che sfrecciano a velocità sostenute facendo lo slalom tra chi procede a piedi. O ancora: pizzicare un mezzo a pedali nel bel mezzo di una zona pedonale, come la parte centrale di piazza Cavour o corso Garibaldi. Sono aree off limits per le bici, ma non per i monopattini. «La regola – sottolinea la comandante della polizia locale Liliana Rovaldi - è che le zone pedonali sono interdette alle bici. Mentre il monopattino elettrico può circolare, purché rispetti il limite massimo di 6 km/h: deve procedere a passo d’uomo. In corso Garibaldi, per esempio, le bici non possono transitare se non quando c’è la ztl». 4

L’eccezione
Ovvero, quelle ore della mattina in cui l’accesso è consentito ai mezzi a motore per le operazioni di carico e scarico. Per transitare i ciclisti dovrebbero scendere dal mezzo e portare la bici a mano. «Nessuna limitazione – continua la comandante – per l’area di piazza del Papa, essendo tutta ztl». Per tutti e due i mezzi, c’è comunque una prescrizione: «Nel caso in cui nella strada interessata ci sia un’affluenza tale per cui si pone il rischio di zigzagare tra le persone, bisogna scendere dal mezzo. Ovviamente, bici e monopattini non possono circolare sui marciapiedi». I monopattini possono attestare la loro omologazione se non superano la potenza di 0,50 Kw. «Lo possono condurre utenti dai 14 anni in su» e fino alla maggiore età è obbligatorio il casco. «Stessa cosa non avviene invece per le bici (dove invece il campanello deve essere previsto, ndr), ma si sta lavorando per modificare la norme e renderlo almeno obbligatorio per i bimbi sotto i 12 anni». I monopattini possono circolare «nelle zone urbane dove c’è un limite massimo di 50 chilometri orari o nelle piste ciclabili. Non possono comunque mai superare i 25 chilometri orari». «Fuori dai centri abitati le bici devono procedere su un’unica fila a meno che non ci sia un minore sotto i 10 anni: in questo caso è consentito pedalare con l’adulto vicino. Nei centri abitati, due bici possono invece procedere affiancate a patto che non costituiscano un intralcio alla circolazione». In caso di violazioni, le multe sono salate soprattutto per i monopattini: se non sono omologati, per esempio, le sanzioni possono arrivare a 800 euro con la confisca del mezzo. «Bici e monopattini – conclude la comandante Rovaldi - sono strumenti molto comodi, soprattutto quando si gira in città, dove c’è il problema di trovare parcheggio. Però, bisogna rispettare le regole e i pedoni che sono gli utenti più deboli. È una questione di civiltà e senso civico. Da adesso in poi vedremo sempre più monopattini in giro: sono comodi, si aprono e chiudono con facilità per prendere i mezzi pubblici. Ma non per questo gli è concesso tutto». 
 

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