Dalla Bibbia alle sexy allusioni
«Quel professore deve curarsi»

Sabato 17 Febbraio 2018
Dalla Bibbia alle sexy allusioni «Quel professore deve curarsi»

ANCONA - Finché le lezioni d’italiano, latino e storia vertevano su Sant’Agostino e i Vangeli, anziché su Dante o Seneca, il prof malato è rimasto al suo posto, nonostante la disapprovazione dei genitori. Nel momento in cui ha varcato i limiti della decenza e si è messo a disquisire di sesso esplicito, arrivando a paragonare le sue virtù a quelle del David di Donatello, la sospensione cautelare si è resa inevitabile.

«Provvedimento troppo tardivo», protestano mamme e papà. «Sono intervenuta immediatamente di fronte a un comportamento imprevedibile», replica il capo d’istituto. Divampa la polemica al liceo Rinaldini, ma intanto l’insegnante che in un amen passava dall’italiano alla religione e poi all’erotismo più piccante è stato rimosso fino a quando l’Ufficio scolastico regionale, a cui è stato segnalato, non lo reputerà di nuovo idoneo al servizio. Nel frattempo i carabinieri, intervenuti giovedì mattina a scuola su richiesta di una mamma spaventata dai messaggi della figlia («Siamo chiusi in classe, il prof non ci fa uscire») hanno informato la procura che potrebbe aprire un fascicolo a carico del prof col pallino della religione e del sesso e indagare anche sugli sms con cui contattava alcune studentesse, anche a notte fonda, per lusingarle con canzoni, poesie e dediche romantiche.

«È un uomo affetto da una malattia, a volte ha comportamenti imprevedibili e va tutelato - spiega Anna Maria Alegi, dirigente scolastica del Rinaldini -. Ora è stato sospeso, ci auguriamo possa proseguire la sua cura per evitare in futuro comportamenti non idonei dal punto di vista didattico». La preside sottolinea che «certi episodi del passato avevano fatto supporre qualche stravaganza, ma stupisce che nessun dirigente sia mai intervenuto. Non è mai stato sospeso, è stato solo in malattia». Ma in una lettera anonima al Comando provinciale dei carabinieri un gruppo di genitori accusa la preside stessa - in servizio al Rinaldini da due anni e mezzo - di aver sottovalutato le preoccupazioni. 
 
«È una persona molto colta - risponde la prof Alegi -. Ma accanto a un profilo di raffinatissimo umanista c’è una fragilità che non va enfatizzata. Un capo d’istituto deve tutelare la privacy dell’insegnante e degli studenti minorenni, per evitare che entrino in uno stato d’ansia. Ho parlato con loro stamattina (ieri, ndr), sono stata nelle classi. In passato più volte ho invitato il professore a interrompere i contatti con i ragazzi sui social. Ma non è vero che sono mesi o anni che il prof manifesta questi comportamenti: la prima segnalazione dei genitori, sul versante erotico, l’ho ricevuta il 20 gennaio e da allora ho avuto colloqui frequentissimi con l’insegnante, fino a chiedergli di prendersi un periodo per farsi curare. In passato mi erano state rappresentate tendenze ad approfondimenti di carattere religioso». Secondo la preside, è capitato che il prof d’italiano e latino uscisse dal seminato per divagazioni su teologia, Bibbia e Vangeli, ma solo di recente «il suo stato di salute lo ha portato ad altre pulsioni», cioè alle lezioni hot. 
Dopo una decina di giorni di malattia, giovedì si è ripresentato a scuola. «Aveva concluso il primo certificato medico, poteva rientrare, anche se non avrebbe dovuto per il suo stato di salute», precisa la preside, intervenuta quando alcuni alunni hanno bussato alla sua porta segnalando che il prof impediva loro di uscire dalla classe, se non per andare in bagno accompagnati dalla bidella. «A quel punto ho portato l’insegnante nel suo ufficio». Ma intanto qualcuno aveva chiamato i carabinieri. 

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