Ancona: Bar del Duomo senza pace, un altro intoppo. Ambrosio: «Apro l'anno prossimo»

Ancona: Bar del Duomo senza pace, un altro intoppo. Ambrosio: «Apro l'anno prossimo»
Ancona: Bar del Duomo senza pace, un altro intoppo. Ambrosio: «Apro l'anno prossimo»
di Andrea Maccarone
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Venerdì 22 Luglio 2022, 00:40

ANCONA - I lavori al Bar del Duomo ancora in stand by. Il gestore Antonio Ambrosio fatica a trovare ditte restauratrici in possesso del requisito OG2, ovvero un patentino che abilita l’impresa edile ad eseguire lavori di ristrutturazione o manutenzione di beni immobili sottoposti a tutela ambientale e culturale.

A richiedere tale specifica, infatti, è la Soprintendenza in merito al lavoro di restauro delle mura perimetrali della struttura dove risorgerà il Bar del Duomo. È veramente un’odissea quella per il ritorno in attività di uno dei luoghi più suggestivi della città. 

La vicenda

Nove anni di false partenze, tra ritrovamenti archeologici, dispute sul contratto di affitto, difficoltà a reperire ditte costruttrici. E adesso viene fuori che devono pure essere in possesso di un requisito che sembra una rarità tra le aziende del settore. «Ne abbiamo trovate, a dire la verità, ma tutte della zona di Napoli - afferma Ambrosio - mentre io preferirei lavorare con aziende del posto». Ma, a quanto pare, nel raggio di chilometri sembra impossibile intercettare l’impresa giusta con tutte le carte in regola per iniziare i lavori al Bar Del Duomo. «Ma ci sarebbero anche - precisa il ristoratore - solo che sono tutte impegnate col bonus 110». Altro ostacolo che dall’inizio dell’anno ha impedito all’imprenditore di trovare una ditta disponibile a cui affidare il progetto. Insomma, il complotto delle complicazioni alla rinascita del Bar del Duomo continua. «Se tutto va bene, conto di riaprire a giugno dell’anno prossimo - afferma Ambrosio - prima la vedo dura». Ormai l’estate è andata. «Luglio e agosto di quest’anno nemmeno li considero per trovare l’azienda con i requisiti richiesti - continua il ristoratore - se ne riparlerà a settembre».

La fine lavori

Quindi la ricerca va in pausa, e da fine estate si riapre la caccia all’impresa col patentino fatidico. Nella migliore delle ipotesi, se tutto dovesse filare liscio almeno questa volta, il taglio del nastro ai lavori potrebbe arrivare prima della fine dell’anno. Prossima primavera le ultime rifiniture. E poi, finalmente, a giugno, l’inaugurazione. Ma intanto l’affitto va giù. «Un anno di mensilità pagate senza lavorare sono 25 mila euro che se ne vanno così» puntualizza Ambrosio. Infatti quella è la cifra annuale pattuita da contratto di concessione. E veder andare in fumo una somma per niente irrisoria non fa fare salti di gioia all’imprenditore, che comunque resta ottimista e punta dritto all’obiettivo. «Penso solo a riconsegnare questo posto alla città - dice Ambrosio - dopo tanti anni di sacrifici, ne faremo un altro ancora. L’importante è che siamo entrati nell’ultimo miglio».

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