Il titolare del Bar Diana: «Multato due volte per una distrazione, dopo il Covid nessuna pietà». Luigi ora fa appello al sindaco

Luigi De Matteis, titolare del Bar Diana, con l'avvocato Matteo Catalani
Luigi De Matteis, titolare del Bar Diana, con l'avvocato Matteo Catalani
di Federica Serfilippi
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Domenica 8 Maggio 2022, 03:55

ANCONA - «L’errore è stato fatto e non contesto la legittimità della sanzione. Però un po’ di buon senso in più forse sarebbe servito perché veniamo da due anni di pandemia in cui il nostro lavoro è stato completamente stravolto. Ora, dobbiamo combattere anche con i rincari sulle bollette e sul costo delle materie prime. Insomma: prima della multa diretta, un ammonimento verbale sarebbe stato più gradito».

 

Le parole di Luigi De Matteis, titolare del Bar Diana lungo il viale della Vittoria, che nei giorni scorsi – a seguito di un controllo eseguito dalla polizia locale – si è visto recapitare due verbali contenenti altrettante sanzioni per la violazione della legge regionale sul commercio. 


Una è legata al mancato collocamento all’interno del locale del listino prezzi dei prodotti da consumare al banco; l’altra è stata notificata per la mancanza sulla porta d’ingresso degli orari di apertura e chiusura del bar. Ogni multa, già conteggiata con la riduzione prevista se si paga entro i 60 giorni dalla notifica, ha un valore di 328 euro. Dunque, De Matteis dovrà pagare in totale sanzioni per 656 euro. Salvo ricorsi e impugnazioni dei verbali. L’imprenditore si è infatti già rivolto all’avvocato Matteo Catalani per verificare l’aspetto formale delle due multe. 
Nel momento in cui non dovessero risultare elementi di opposizione, i soldi dovuti verranno versati nelle casse dell’amministrazione comunale. Al di là dell’aspetto economico, in De Matteis rimane l’amarezza per il contesto in cui sono maturate le sanzioni. Un contesto di difficoltà da parte del commercio su cui pendono gli strascichi della pandemia e l’aumento dei costi sui prodotti e sulle utenze.

«Ripeto, l’errore è stato fatto – afferma il titolare del Bar Diana – ma in un momento come questo vedersi recapitare multe del genere è stato disarmante. Avrei preferito un po’ di buon senso e comprensione in più». Il locale è tappezzato di cartelli anti Covid: «Nel periodo pandemico – continua De Matteis – abbiamo sempre seguito le regole, installando i cartelli per mantenere la distanza, per l’esibizione del Green Pass e siamo stati tra i primi a collocare i “bolloni” sul pavimento per tenere i clienti lontani almeno un metro tra loro. Ecco, la multa proprio per la mancanza dell’insegna degli orari di chiusura e apertura del locale, in mezzo a un marasma di cartelli, l’ho vista come un’assenza di buon senso. Non capisco che danno possa aver arrecato non far sapere al cliente quando il bar apre e chiude». 


Il cartello con gli orari e quello con il listino prezzi sono stati prontamente esposti. «La mia è stata una vista, e lo ammetto, ma le sanzioni della polizia locale sono state dirette: non c’è stato alcun tipo di ammonimento verbale prima». Nel post pandemia da Covid-19 pesa anche l’aumento dei costi di gestione: «Al di là delle utenze – ribadisce l’imprenditore - il costo di alcune materie prime è aumentato del 100%». Un quadro, dunque, che inevitabilmente fa mal digerire una sanzione complessiva che supera i 600 euro e che ha tanto il sapore di beffa. Un messaggio inviato dal titolare del bar Diana al primo cittadino Valeria Mancinelli: «Invito il sindaco, nel caso comprendesse la mia situazione, a intervenire su quello che è stato, purtroppo, un piccolo errore di distrazione». 

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