Petardi contro le vetrine in piazza Cavour, i commercianti si barricano: «I bulli sono in branco, aiutateci»

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Teodora Stefanelli
Petardi contro le vetrine, i commercianti si barricano: «I bulli sono in branco, aiutateci»

ANCONA - Dopo il lancio di sassi e l’aggressione ai danni di una sedicenne che all’inizio di novembre era stata picchiata finendo nel reparto di Chirurgia maxillo facciale, ora i bulli che stazionano sotto i portici di piazza Cavour sono tornati alla carica con il lancio di petardi a ridosso delle vetrine dei negozi e delle attività che si trovano in questa zona. L’ultimo episodio risale a sabato scorso.

 

Mentre tutta la città ammirava con il naso all’insù l’accensione delle luminarie e dell’albero di Natale in piazza Roma, pochi metri più in là dei ragazzini si divertivano ad esplodere mortaretti, incuranti del rischio di provocare danni o, peggio, di ferire qualche passante. 

La paura 

L’ennesima bravata di giovanissimi annoiati che non hanno di meglio da fare che disturbare chi lavora. «Ho sentito un botto pazzesco, saranno state le 7 di sera – racconta la barista del bar Black and White, Priscilla Benivetto – i petardi sono esplosi qui vicino, all’altezza della libreria FaGola. Mi sono spaventata davvero tanto. Poco dopo sono arrivate le pattuglie della polizia ma intanto c’era stato il fuggi fuggi generale. Comunque lo sappiamo che sono loro, sempre gli stessi che creano problemi sotto i portici». 
Continua la commerciante: «La polizia da qualche settimana passa più spesso, ma servirebbe che stazionasse qui fino a tardi perché, soprattutto nel weekend, i ragazzi escono tardi di casa e rimangono in giro fino a sera». I portici sono il quartier generale delle loro scorribande. A ottobre erano state segnalate diverse scazzottate, sassate ai negozi e agli autobus che transitano in piazza Cavour e, a fine agosto, tre quindicenni erano stati rapinati da un paio di ragazzi più grandi di loro mentre pranzavano ai tavolini di un Kebab. 
La paura ha costretto alcuni negozianti a barricarsi all’interno delle loro attività, aprendo solo ai clienti su richiesta. «Questa sarebbe una zona bellissima della città – si rammarica la titolare dell’ottica Aràbi, Linda Censi –, con i portici che proteggono dalle intemperie ma le persone, per paura, evitano di passarci». 
Poi racconta: «Mentre il negozio era aperto è capitato che alcuni ragazzi aprissero la porta con violenza tanto per fare un dispetto e per spaventare i clienti. Non hanno paura di nulla. Ti fissano da fuori con aria di sfida. È un disastro, anche dal punto di vista del decoro urbano». Un altro problema sotto i portici è l’illuminazione: «ll faretto sulla colonna – aggiunge Censi – l’ho dovuto montare praticamente da sola. Altrimenti qui, quando viene sera, è completamente buio». D’accordo su tutta la linea anche Elisabetta Ciavattini, titolare dell’omonimo negozio di articoli da regalo: «Stazionano qui davanti in branco, ci siamo lamentati in tutte le lingue ma nessuno fa niente. Solo nelle ultime settimane vediamo un po’ di polizia in più. Ci eravamo informati anche per mettere la vigilanza privata ma, fiduciosi nel nuovo questore e nella reintroduzione del poliziotto di quartiere, abbiamo deciso di attendere e di vedere che succede». «D’altronde - conclude - è un costo in più per noi tenere una guardia giurata. Abbiamo bisogno di sentirci al sicuro». Tra pareti scrostate, graffiti sui muri e il guano dei piccioni che ricopre la pavimentazione sotto le colonne, è comprensibile che i commercianti si sentano abbandonati, lamentando, tra l’altro, un sensibile calo del fatturato. Insomma, un pugno nello stomaco in un periodo determinante come quello natalizio.

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 08:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA