Baldoni, ottant’anni ad alta gradazione: «In origine fu il liquore al caffé di nonno»

Francesca, nipote del capostipite Mario Ottavi: «M’inventai i cioccolatini al rhum». Oggi la festa in azienda

Baldoni, ottant’anni ad alta gradazione: «In origine fu il liquore al caffé di nonno»
Baldoni, ottant’anni ad alta gradazione: «In origine fu il liquore al caffé di nonno»
di Maria Cristina Benedetti
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Sabato 2 Marzo 2024, 04:15 - Ultimo aggiornamento: 12:17

ANCONA - Un alambicco, il tavolo della cucina attorno al quale papà creava e mamma assaggiava. Francesca Baldoni in un’immagine emozionale racchiude tutta la suggestione di ottant’anni e quattro generazione di elisir formato-famiglia. «Ha iniziato per hobby mio nonno, con il liquore al caffè». Era il 1944 quando Mario Ottavio, nella sua villa di via Giordano Bruno, che come l’azienda sarebbe passata di padre in figlio e ai nipoti, s’inventò quella bevanda dal tasso alcolico, densa e saporita, come un tesoro per il palato. «Fu un successo inaspettato, tant’è che la lanciò sul mercato, aiutato dal fatto che gestiva una rete di piccoli supermarket».

Il mosaico

Bionda, solare e passione da vendere, Francesca, da titolare e amministratrice unica di un’azienda da 400mila bottiglie l’anno, ordina con minuzia le tessere d’un mosaico che, nella sua interezza, rimanda alla donnina nera di Creola. «È il nostro emblema, è il rhum che s’è inventato mio padre Giorgio». Fu il frutto delle sue intuizioni, come è stato per l’Amaro del pescatore, generato dalla macerazione di erbe aromatiche dalle proprietà digestive, e per il punch ai gusti più morbidi del mandarino, dell’arancia e del cioccolato. «Lui - lo incide a fuoco - impresse nel 1969 la svolta, il vero sviluppo dell'impresa». La formula vincente, ancora una volta, fu una miscela: di tradizione e dinamismo. L’azienda si trasferì alla Baraccola, in via Giuseppe Taliercio, nei 2.500 metri quadrati, tra stabilimento, uffici e spaccio, dove oggi pomeriggio, dalle 18 in poi, si celebrerà questa dinastia ad altra gradazione.

«Sarà una festa - srotola il filo di una favola bella - con autorità, dipendenti, collaboratori, Confindustria, di cui facciamo parte da almeno settantant'anni».

Sotto lo scintillio delle luci della solennità, Francesca farà rivivere le origini: «Racconterò di della donnina nera: nonno e papà presero spunto da un quadro che era stato regalato loro». Quasi casa, sempre discendenza&continuità.

«Toccò a me. Nel 2018 – segue il flusso dei ricordi - con i Baldoncini, cioccolatini fondenti con un cuore morbido di rhum, aggiunsi un’altra tessera. Centrammo l’obiettivo e acquistammo macchinari più importanti, adatti alla nuova produzione». Per la posa dell’ultimo frammento prezioso conquista la scena suo figlio Matteo Luchetti, 26 anni, il volto della quarta generazione. «A lui, che all’università ha studiato Economia in lingua inglese, spetterà il compito di vincere la sfida dell’export. Siamo attratti dai mercati cinese e del Nord America. Anche l’Albania potrebbe essere uno sbocco interessante. Vedremo».

Il marketing

Torna alla figura iconica impressa nella sua mente: «Ricordo, quand’ero bambina, di mio padre con l’alambicco seduto al tavolo della cucina che distillava le novità e di mia mamma che, al suo fianco, le assaggiava». Prove di marketing, formato famiglia.

Maria Cristina Benedetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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