Litiga in casa con la compagna, poi tenta di prendere a pugni i poliziotti: «Andate via o vi scanno»

Martedì 23 Marzo 2021 di Federica Serfilippi
La polizia ha arrestato il 46enne

ANCONA - Minaccia di morte e tenta di sferrare un pugno ai poliziotti: arrestato un anconetano di 46 anni. Il provvedimento per l’uomo è scattato domenica sera, attorno alle 22, per resistenza a pubblico ufficiale. Stando all’accusa, il 46enne si sarebbe opposto in tutti i modi al controllo delle Volanti della questura, arrivando anche a dire agli agenti: «Se vi prendo, vi ammazzo uno per uno». Tutto si è verificato nell’appartamento di via De Gasperi che l’arrestato condivide con la compagna. L’intervento dei poliziotti è scattato perché i vicini avevano sentito urla, schiamazzi e rumori molesti provenire dall’abitazione del 46enne. Probabilmente, stava andando in scena un litigio di coppia. 

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Temendo il peggio tra le mura domestiche, è partita la segnalazione alla centrale operativa del 113. Quando gli agenti hanno bussato alla porta dell’anconetano per verificare quanto stava accadendo, operare il controllo non è stato affatto semplice. Casa è stata trovata a soqquadro e la situazione tra gli agenti e il 46enne si sarebbe subito surriscaldata. Stando all’accusa, l’uomo avrebbe tentato di colpire con un pugno un poliziotto. Il cazzotto è stato schivato e non è arrivato a destinazione. Poi ci sarebbero stati gli insulti e le minacce alle divise: «Vi scanno, vi ammazzo uno per uno». Alla fine, è stato arrestato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.


Ieri mattina, il 46enne è stato portato in tribunale per la direttissima. Il giudice Elisa Matricardi ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione in questura, come chiesto dal pm Giovanni Centini. Il procedimento è stato rinviato al 14 aprile. Prima che il giudice si ritirasse in camera di consiglio, l’anconetano ha fornito spontanee dichiarazioni sostenendo di aver ricevuto «almeno tre colpi» dagli agenti, senza però fornire indicazioni specifiche circa i presunti cazzotti subiti e limitandosi genericamente a rispondere «loro» alla domanda posta dal pm di chi lo avesse picchiato. L’uomo è difeso dall’avvocato Germana Riso. 

 

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