L’area della frana sorvegliata speciale, si potenzia il sistema di monitoraggio. Via libera anche alla manutenzione straordinaria dei pozzi

L area della frana sorvegliata speciale, si potenzia il sistema di monitoraggio. Via libera anche alla manutenzione straordinaria dei pozzi
L’area della frana sorvegliata speciale, si potenzia il sistema di monitoraggio. Via libera anche alla manutenzione straordinaria dei pozzi
di Massimiliano Petrilli
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Venerdì 19 Novembre 2021, 08:05

ANCONA - Doppio intervento per l’area in frana. Il budget di 400mila euro, finanziato dal ministero dell’Interno, verrà utilizzato dal Comune per il potenziamento del sistema di monitoraggio e la manutenzione straordinaria dei pozzi drenanti, bonifica idraulica, drenaggi profondi delle uscite a mare. La Giunta ha infatti approvato due delibere relative a questi due interventi dell’area interessata dalla frana Barducci avvenuta nella notte tra il 12 ed il 13 dicembre 1982.

 
I rilievi
Una zona tenuta sotto stretta sorveglianza e monitorata costantemente dal 2000 quando tutte le analisi geologiche e geotecniche dei meccanismi di frana, hanno portato il Comune a studiare, monitorare e fare opere di prevenzione per ridurre il rischio di un nuovo fenomeno franoso. Così nel 2002 la Regione Marche, ha promulgato una legge specifica che ha consentito all’Amministrazione di Ancona di creare un sistema di allarme rapido (Early Warning) e un piano di emergenza. Il Comune ha messo quindi in atto un sistema tecnico di monitoraggio (con anche la presenza di una centrale di controllo situata in Comune e continuamente presidiata) che negli anni è stato preso a riferimento come buona pratica da scienziati provenienti dall’America, Sud-Est asiatico ed Europa.

«Ora questo sistema con il nuovo intervento approvato viene così ad essere ulteriormente aggiornato e migliorato - sottolinea il Comuen in una nota - utilizzando le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni, che mettono in relazione i dati di monitoraggio superficiale ai dati di monitoraggio geotecnico profondo, consentendo così di meglio interpretare lo stato della frana. A questo intervento si accompagna la manutenzione straordinaria dei pozzi drenanti, di cui 93 si trovano a monte e altri 93 a valle, del reticolo idrico superficiale e dei canali di scolo delle acque e dei tombini che attraversano la Flaminia e la ferrovia che portano le acque di scolo al mare. In particolare sui tombini verranno poste delle griglie per evitare che la loro sezione possa essere ridotta a causa dell’apporto di detriti o materiali di qualsiasi genere portati dal mare».
L’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini, nell’evidenziare «questi rilevanti interventi finalizzati alla sicurezza dei cittadini e delle fondamentali infrastrutture di collegamento alla città», preannuncia anche che sarà fissata una specifica conferenza stampa insieme all’Universitò politecnica delle Marche nella quale verrà sottolineata l’importanza della convenzione di ricerca, già stipulata fra il Comune e l’Univpm, «finalizzata all’analisi dei dati di monitoraggio della frana di Ancona». 


L’impatto
La frana del 1982 coinvolse 342 ettari di terreno urbano e sub-urbano, danneggiò due ospedali e la Facoltà di Medicina, lese o distrusse completamente 280 edifici, per un totale di 865 abitazioni, divelse la ferrovia e la strada costiera su di un fronte di circa 2,5 km. All’epoca vennero evacuate 3.661 residenti (1.071 famiglie) dall’area colpita dal dissesto, circa 500 persone persero il lavoro

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