Bustarelle in Comune: Bonci patteggia due anni e mezzo, ma dovrà risarcire 42mila euro

Ancona, bustarelle in Comune: Bonci patteggia due anni e mezzo, ma dovrà risarcire 42mila euro
Ancona, bustarelle in Comune: Bonci patteggia due anni e mezzo, ma dovrà risarcire 42mila euro
di Federica Serfilippi
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Venerdì 23 Aprile 2021, 09:45

ANCONA - Un patteggiamento subordinato al risarcimento del danno al Comune di Ancona. All’ente andranno 42mila euro, Simone Bonci uscirà dal procedimento con una pena stabilita a due anni e mezzo di reclusione. È quanto concluso ieri mattina nell’arco dell’ennesima tranche dell’udienza preliminare che ha portato davanti al gup Francesca De Palma l’ex geometra comunale e cinque imprenditori edili, accusati dalla procura di aver messo in moto un sistema corruttivo basato sullo scambio dell’affidamento di opere pubbliche – da una parte – prodotti hi tech, bustarelle e lavori privati in casa – dall’altra. 

Il dissequestro

Il giudice, nonostante il dissenso mostrato dal procuratore aggiunto Valentina D’Agostino e dal sostituto Ruggiero Dicuonzo, ha dato il via liberà affinché venga dissequestrata la somma di 32mila euro che era stata messa sotto chiave al geometra nel novembre del 2019 dalla Squadra Mobile come provento della presunta attività corruttiva. A questa cifra andranno aggiunti 10mila euro, tutti da indirizzare al Comune di Ancona, parte civile nell’interno procedimento con lo studio Magistrelli. 
Il patteggiamento del geometra, assistito dagli avvocati Lorenza Marasca e Riccardo Leonardi, verrà varato il prossimo 19 luglio. In quell’occasione, dovrebbero patteggiare (con una pena di poco inferiore ai due anni), anche gli imprenditori Marco Duca (residente a Cupramontana e all’epoca dei fatti titolare della Duca Marco & C.) e l’abruzzese Carlo Palumbi, socio e amministratore di fatto della Procaccia & C., ditta vincitrice del mega appalto per il restyling dei laghetti del Passetto. Entrambi, che hanno già versato una parte del risarcimento al Comune. Per gli altri tre imprenditori, sicuri di poter rigettare l’accusa di corruzione aggravata, la strada dovrebbe essere quella del rito ordinario. In questo ultimo gruppetto rientrano Tarcisio Molini, difeso dall’avvocato Tomasso Rossi e amministratore di fatto della Mafalda Costruzioni di Cingoli; Francesco Tittarelli, difeso dal legale Ennio Tomassoni e socio accomandatario della Tittarelli Francesco & C. di Ancona; e Moreno Ficola di Porto Recanati, socio della ditta di costruzioni M.D.F. Quest’ultimo è entrato in un secondo momento nell’inchiesta ed è stato l’unico a non essere sfiorato dalle misure cautelari inflitte dal gip all’epoca delle perquisizioni e dei sequestri, avvenuti anche negli uffici di Palazzo del Popolo. 
Le accuse 
Per quanto riguarda il quadro accusatorio, la procura contesta al geometra di aver creato un giro di “do ut des”, tra lavori affidati e regalie ricevute. Opere, secondo i riscontri investigativi, non realizzate o parzialmente eseguite o comunque liquidate per importi notevolmente superiori al valore reale. Tra i lavori contestati, per esempio, ci sono manutenzioni a vari cimiteri cittadini ed interventi edili nell’area del Passetto, nell’ambito del maxi cantiere per il restyling dei laghetti. 

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