«La Rucci resti qui», petizione per la preside in scadenza di contratto. Famiglie mobilitate: raccolte 850 firme

La prof Alessandra Rucci, preside del Savoia-Benincasa
La prof Alessandra Rucci, preside del Savoia-Benincasa
di Michele Rocchetti
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Mercoledì 28 Aprile 2021, 02:45

ANCONA - Oltre 850 firme per convincere il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale a lasciare la dirigente dell’istituto superiore Savoia Benincasa al proprio posto. È l’iniziativa messa in atto dalle famiglie degli studenti che frequentano la scuola, non appena hanno saputo che il contratto della professoressa Alessandra Rucci sarebbe andato in scadenza il 31 agosto e che il dg dell’Usr Ugo Filisetti non era intenzionato a rinnovarglielo. 

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«In una situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo – si legge nel messaggio che sta girando tra le varie chat - perdere una guida così importante e la memoria storica della scuola (la vicepreside Giuliana Giuliani, che sta per andare in pensione, ndr) porterà ad uno scossone non di poco conto. Chiunque arriverà nell’istituto il 1 settembre 2021 si troverà a fare i conti con una situazione ancora d’emergenza e con un’istituzione scolastica molto complessa, con tanti progetti e attività in via di svolgimento». 


Insomma, ci si preoccupa che il cambio di dirigente possa interrompere o quanto meno rallentare tutto ciò che di buono è stato fatto fino adesso: «L’istituto, grazie alle abilità della dirigenza e del corpo docente, è divenuto negli ultimi anni un polo formativo di eccellenza – continua la nota –. Ha sempre fatto scelte innovative (corso Cambridge, corso quadriennale, corso ESABAC, corso sportivo, ambienti di apprendimento innovativi, metodologie per l’apprendimento attivo, …) ed i suoi numerosi indirizzi lo hanno reso un punto di riferimento anche a livello nazionale». Ma preoccupa anche che la scelta privi la scuola di una persona che ha sempre e solo agito per il bene dei ragazzi.

«Quest’anno il Savoia ha avuto un boom di iscrizioni. Riuscire ad accettare tutti gli iscritti non è stato semplice, ma la dirigente, con il supporto del consiglio di istituto, si è mossa in ogni modo per poter garantire un posto a tutti. Crediamo che la preferenza accordata da così tanti genitori sia stata motivata anche dalla risposta che la scuola ha saputo dare all’emergenza sanitaria, sia tramite l’attivazione della Dad in circa 48 ore dalla sospensione delle lezioni, sia con la cessione in comodato dei device necessari». Che senso ha, allora, si chiedono, cambiare un dirigente che ha portato, insieme ad un corpo docente di eccellenza, la scuola a questi livelli? Che senso ha affidare ad altri un istituto così complesso, quando c’è già chi conosce bene ogni angolo della scuola e chiede solo di poter continuare a lavorare per il bene dei loro figli? 


Ufficialmente la decisione sarebbe stata presa in applicazione del principio di rotazione dei dirigenti suggerito dall’Anac. Però, in realtà, non si tratta di un obbligo. È tutto a discrezione del direttore dell’Usr. Quindi una speranza c’è, ma è da vedere se Filisetti saprà ascoltare l’appello delle famiglie. «Io non sapevo niente dell’iniziativa – rivela Rucci con la voce rotta dall’emozione -. È stata una grande manifestazione di affetto che mi ha lasciata stupita e commossa. Per questa scuola ho dato la vita. È la mia famiglia. Lasciarla sarebbe un grande dolore. Purtroppo non di pende da me».

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