Ancona, prima l'agguato con la catena
poi lo stalking con 40 messaggi al giorno

Venerdì 13 Settembre 2019 di Federica Serfilippi

ANCONA Due condanne rimediate nel giro di tre mesi: una per il reato di lesioni personali aggravate, l’altra per atti persecutori. È la storia giudiziaria di un anconetano di 61 anni, ex imbianchino in pensione, arrestato dai carabinieri di Collemarino nel novembre 2018 al termine di un’aggressione impartita all’ex compagna, nonché ex vicina di casa, con una catena di ferro. 

Colpo in faccia con la catena all'ex: pensionato stalker condannato

Per quell’episodio, avvenuto all’interno del palazzo dove vivevano, l’uomo è stato condannato lo scorso giugno dal giudice Alberto Pallucchini a scontare un anno e quattro mesi di reclusione. Il reato contestato era lesioni personali aggravate. Ieri mattina, la giustizia ha presentato un altro conto: il gup Paola Moscaroli ha stabilito per il 61enne una pena di un anno e otto mesi di reclusione. Questa volta doveva rispondere dell’accusa di stalking. Vittima? Sempre la stessa donna con cui aveva stretto una relazione d’amore e finita in ospedale dopo l’episodio della catena per una frattura rimediata alla mandibola. 
 
Se per il reato di lesioni, l’imputato aveva deciso di difendersi in aula affrontando in dibattimento, il secondo processo si è svolto con il rito abbreviato. In entrambi i procedimenti, l’ex compagna – una 38enne dell’Est Europa ma da tempo domiciliata ad Ancona – si è voluta costituire parte civile attraverso il legale Andrea Marini. Il giudice, ieri, ha stabilito per la donna una provvisionale di 5 mila euro. Dopo un periodo passato in carcere, il pensionato – difeso dall’avvocato Stefano Radovani – è stato collocato ai domiciliari. Ma per lui i guai potrebbero non essere finiti. Tra circa un mese, infatti, ci sarà l’udienza davanti al gip fissata dopo la richiesta da parte del legale della 38enne di riaprire un caso per cui la stessa procura aveva chiesto l’archiviazione. Si tratta di un’altra vicenda per cui compare ancora l’ipotesi di reato di stalking, sempre attribuita al 61enne e con vittima la sua ex. Sono fatti antecedenti agli episodi costati al pensionato due condanne. I due procedimenti definiti, pur essendo stati trattati separatamente, si intersecano tra loro. Tutto parte dall’arresto del 23 novembre 2018, avvenuto in un condominio di via Pacinotti. In quell’occasione, secondo la procura, lui aveva teso un’imboscata alla vittima, aggredendola con una catena di ferro, mai ritrovata dagli investigatori. A seguito dell’episodio di violenza, ricostruito dal 61enne in una maniera totalmente diversa da quella dell’ex, il pensionato era stato portato a Montacuto per poi essere scarcerato dopo un paio di giorni. Era stato stabilito il divieto di avvicinamento e di contatto alla vittima. 
Appena arrivato a casa, sostiene l’accusa, avrebbe iniziato a perseguitare la donna con una media di 40 sms al giorno. Contenti non messaggi d’amore, ma invettive di morte rivolte a lei, alla sua famiglia e al nuovo compagno. «Ti uccido», «Ti mando all’ospedale», «Ti metto su una sedie a rotelle», «Puzzi come il negro con cui stai» sarebbe stato il tenore dei messaggi inviati una volta uscito dal carcere. Sms inclusi nella denuncia che ha portato il 61enne ad affrontare il processo di stalking. 

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