Mani al collo di un ragazzino, bulli choc in piazza Cavour: «Fuori i soldi». L'appello del sindaco: «Adesso più poliziotti»

Appello del sindaco: «Adesso più poliziotti»

Controlli della polizia in piazza Cavour
Controlli della polizia in piazza Cavour
di Maria Cristina Benedetti
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Venerdì 29 Aprile 2022, 02:50 - Ultimo aggiornamento: 16:22

ANCONA - Terza interrogazione urgente della giornata. Sono da poco trascorse le nove quando nella sala dell’Auditorium della Mole l’emergenza baby gang scuote la seduta del Consiglio comunale.

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L’allarme viene ribadito e rafforzato dalle parole di Daniele Berardinelli. Fatti, nessun teorema sull’ordine pubblico.

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«Parto da una segnalazione, quella del genitore di un ragazzino che ha subito un’aggressione». Dà le coordinate della violenza, il capogruppo di Forza Italia. «Piazza Cavour, fermata dell’autobus numero 46, metà pomeriggio, giorno pieno dello scorso 17 aprile». Scandisce i momenti di paura: «Il minorenne in questione è stato circondato da un manipolo di giovani. L’hanno preso per il collo, minacciato, gli hanno mostrato i coltelli. Pretendevano i soldi, ma quel ragazzetto è riuscito a fuggire e ad avvisare le forze dell’ordine». 


Il consigliere dell’opposizione offre altri dettagli in cronaca: «Con un “stai calmo” gli agenti hanno cercato di tranquillizzarlo». Fine di una brutta storia che si confonde con molte altre, troppe. Una delle ultime risale a martedì sera davanti al Teatro delle Muse, lato via della Loggia. Un pestaggio tra ubriachi: pugni e calci in faccia, erano in due contro uno. La voce di popolo inchioda: il centro è diventato più pericoloso del Piano. Il passaparola pare un incubo: «Ci sono balordi che comprano il vino a un euro e si ubriacano». Belardinelli dà seguito al suo ragionamento, che si plasma sul disagio. «Sono qui in Consiglio a chiedere massimo controllo del territorio». 
Non si tira indietro, Valeria Mancinelli. Nel rispondere, la sindaca subito ammette: «È un episodio grave e non è l’unico. Purtroppo il bullismo violento a opera di giovani e giovanissimi non riguarda solo la nostra città. Tocca anche i centri minori, come Montemarciano, Senigallia».

Non si appella, in cerca di alibi, al principio del mal comune. Tutt’altro. «Il fenomeno - rimarca con tono severo - è esteso, complesso. L’impegno che tutte le forze dell’ordine hanno garantito in questi ultimi mesi è stato di certo più intenso rispetto al passato». Ringrazia il questore e il prefetto. Ricorda: «Abbiamo chiesto e ottenuto di avere a disposizione una squadra anticrimine che opera a Napoli». Ribadisce Napoli, per dimostrare che la gravità non viene sottovalutata. Mai. «I controlli continuano», è la sua garanzia. Ci mette sopra i rinforzi: «Anche con un presidio della polizia nei fine settimana e con la pattuglia a piedi dei vigili urbani». Non si ferma: «Ci stiamo muovendo con la Regione per avere una maggiore dotazione di uomini e mezzi». Al motto di più agenti, chiude. 


Non ci sta. Belardinelli sfrutta la manciata di minuti della replica. Torna a chiedere: «Massimo presidio del territorio». In cerca di soluzione, azzarda una formula: «La Municipale, anziché concentrarsi su multe e rilievi di incidenti, intervenga su altri fronti, come il primo controllo del territorio. Si devono fissare le priorità». Muse, Cavour, Plebiscito. Ribadisce i punti roventi del capoluogo. «Devono essere tutelati tutti, contemporaneamente». Non si tira indietro la Mancinelli. Con il capo della Municipale Liliana Rovaldi, l’ha sempre ricordato: «Lo facciamo già con i vigili di quartiere, presenti in ogni angolo della città».

L’hanno sempre ribadito, a voce unica: «Abbiamo due pattuglie a piedi che vegliano su vie, vicoli e piazze del centro. Una è fissa, l’altra dipende dalla disponibilità e dalle esigenze». Tutti i giorni. Non solo multe.

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