Aggressione choc in carcere: il detenuto rompe tutto, appicca il fuoco e manda all'ospedale quatto guardie

Sabato 23 Aprile 2022 di Teodora Stefanelli
Aggressione choc in carcere: il detenuto rompe tutto, appicca il fuoco e manda all'ospedale quatto guardie

ANCONA - Ha scaraventato a terra un tavolo, ha fracassato una scopa e poi con i legni rotti dei mobili e con della carta ha incendiato la cella. Quando gli agenti di polizia penitenziaria sono intervenuti per fermarlo ha rotto il water e ha iniziato a lanciare addosso agli agenti i pezzi di ceramica tagliente. Alla fine quattro uomini sono finiti in ospedale con graffi, tagli ed ematomi (20 giorni di prognosi in totale) mentre il detenuto, uscito praticamente illeso, è stato medicato in infermeria e trasferito in una cella più sicura. 

 

Il nodo 

Si torna a parlare di aggressioni nel carcere di Montacuto da parte di un detenuto. Si tratta di un nordafricano di 26 anni, non nuovo a questo genere di episodi. Il giovane è stato trasferito più volte dai penitenziari dell’Emilia Romagna per comportamenti simili. Oltre ai danneggiamenti era solito defecare a terra e lanciare gli escrementi addosso al personale penitenziario. Approdato a Montacuto ha nuovamente seminato il caos. Quella di giovedì sera è stata l’ennesima esplosione di rabbia: «Vi faccio la guerra» continuava a ripetere mentre lanciava i pezzi di ceramica e minacciava di morte gli agenti. Uno di loro è stato sfiorato alla testa, un altro ha riportato una ferita ad un braccio. Per placare la sua furia sono serviti ben sei uomini. Sono entrati con l’estintore nella cella detentiva che, nel frattempo, per via del fuoco si era riempita di fumo e lo hanno bloccato come potevano per evitare che facesse del male agli altri ma anche a se stesso. 

L’allarme

La serata si è conclusa al pronto soccorso di Torrette per tre agenti e un sottufficiale di polizia penitenziaria. «È l’ennesima aggressione ai danni del personale di polizia penitenziaria - dichiara Valerio Conza, Vice Segretario Regionale Osapp - costretto a lavorare in difficili condizioni, senza strumenti adeguati e senza tutele dato che mancano linee guida operative che dovrebbe dettare il ministero». La situazione nel carcere di Montacuto è sempre più esplosiva tra risse, aggressioni e gesti dimostrativi: «Il sovraffollamento dei detenuti da un lato e la carenza cronica di personale di polizia penitenziario dall’altro, unito a politiche carcerarie dettate da chi non vuol vedere la realtà dei fatti, stanno portando la situazione verso un punto di non ritorno». Conza aggiunge: «Urge l’immediato impiego di strumenti di dissuasione, come il taser, oltre ad un massiccio investimento economico da parte di chi di dovere nell’edilizia penitenziaria per rendere Montacuto, ma ci auguriamo tutte gli istituti delle Marche, un carcere idoneo a garantire appieno l’incolumità degli operatori penitenziari ma anche dei detenuti stessi».

 

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