Sputi, botte, minacce e sigarette spente sulla pelle: quando è lei che maltratta lui (disabile)

Sputi, botte, minacce e sigarette spente sulla pelle: quando è lei che maltratta lui (disabile)
Sputi, botte, minacce e sigarette spente sulla pelle: quando è lei che maltratta lui (disabile)
di Stefano Rispoli
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Giovedì 7 Luglio 2022, 08:25 - Ultimo aggiornamento: 08:47

AGUGLIANO - Sputi, insulti, botte, minacce, sadiche vendette, come le sigarette spente sulla pelle: quando la violenza si tinge di rosa. Perché a volte è lei che maltratta lui in un mondo alla rovescia, dove l’uomo diventa succube delle prevaricazioni della propria compagna.

Toccherà ora ai giudici esprimersi sui maltrattamenti che un disabile di circa 65 anni avrebbe subito dalla sua ex, una cinquantenne con problemi accertati di alcol che dava il peggio di sé quando si ubriacava. 

La decisione

La donna, denunciata dalla vittima nel luglio 2020 e difesa dall’avvocato Alessia Bartolini, è stata rinviata a giudizio dalla gup Francesca De Palma: dovrà comparire in tribunale il 6 febbraio 2023. L’accusa è di maltrattamenti in famiglia. Per quasi due anni avrebbe sottoposto l’ex compagno - assistito dall’avvocato Jacopo Saccomani - a continue vessazioni. I due si erano conosciuti nel 2015: la love story all’inizio era tutta rose e fiori, così poco dopo avevano deciso di andare a convivere nell’abitazione di lui. Pian piano, però, la relazione è peggiorata anche per colpa della dipendenza della donna dall’alcol che non sono stati risolti neppure da un percorso di disintossicazione intrapreso al Sert. Dal 2019 è cominciato l’inferno per il 65enne, affetto da una invalidità accertata al 75% e costretto a subire ripetutamente gli scatti d’ira e di violenza della compagna, di circa 15 anni più giovane di lui. 

I soprusi 

«Sei una scimmia, fai schifo, sei un pedofilo», gli avrebbe urlato nei momenti di scarsa lucidità, quando beveva e perdeva il controllo. La situazione sarebbe degenerata nel corso del 2020. Una volta, per timore di essere aggredito, il 65enne aveva deciso di trascorrere la notte dal fratello. La mattina seguente è tornato a casa sua: secondo quanto ha riferito ai carabinieri in sede di denuncia, la compagna, per vendicarsi, l’avrebbe ustionato spegnendogli una sigaretta sulla schiena. La vittima ha raccontato che quella è stata solo una delle tante umiliazioni e delle violenze, non solo verbali, che ha dovuto subire nel corso della relazione, anche se la donna respinge ogni accusa. 
In un’occasione la 50enne lo avrebbe perfino derubato, prelevando del denaro dal suo portafogli per andare a comprare delle bottiglie di alcolici. Stando all’accusa, la donna avrebbe esercitato nei confronti del suo ex una sorta di controllo, impedendogli perfino di uscire di casa. 

La convivenza sarebbe stata così insopportabile che il 65enne sarebbe arrivato a barricarsi in salotto per dormire sul divano, anche se lei, per ripicca, gli impediva di riposare di notte, tra urla e calci alla porta, per poi accanirsi su di lui, prendendolo a pugni in più occasioni, al culmine delle liti alimentate dalle sbornie che si prendeva. Agli inquirenti la vittima ha riferito anche un episodio particolare: la ex un giorno l’avrebbe minacciato di divulgare delle foto intime di lui, fatte a sua insaputa. Il 65enne si è costituito parte civile, chiedendo un risarcimento danni di 50mila euro. I due si ritroveranno faccia a faccia in tribunale, l’anno prossimo, dopo che la 50enne - già colpita da un allontanamento coattivo dall’abitazione dell’uomo - è stata rinviata a giudizio. 

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