Dall’Africa all'ospedale di Torrette per l’intervento: nuova vita per due bimbi cardiopatici

Dall Africa all'ospedale di Torrette per l intervento: nuova vita per due bimbi cardiopatici
Dall’Africa all'ospedale di Torrette per l’intervento: nuova vita per due bimbi cardiopatici
di Michele Rocchetti
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Giovedì 29 Settembre 2022, 04:10 - Ultimo aggiornamento: 11:26

ANCONA - Al suo paese l’avevano dato praticamente per spacciato, ma grazie a una catena di solidarietà ha potuto essere operato con successo dall’equipe diretta dal professor Marco Pozzi, primario di Cardiochirurgia pediatrica degli Ospedali Riuniti di Ancona, e tra breve potrà tornare a riabbracciare i propri genitori. È la storia di un bimbo di appena 11 mesi proveniente dalla Costa D’Avorio, che insieme ad un’altra bambina africana, 12 anni, originaria del Camerun, arrivato la settimana scorsa nel nosocomio dorico in seguito alla collaborazione nata tra l’associazione Una voce per Padre Pio e le Patronesse del Salesi. 

 
Le patologie


Lui, affetto da due cardiopatie complesse associate è collassato appena entrato in ospedale, tanto che è stato subito collocato in terapia intensiva. Lei, che aveva una delle due patologie, era comunque al limite, tanto che non riusciva più a camminare. Gli interventi sono durati 10 ore quello sul bambino e 4 quello sulla bambina, riuscendo perfettamente. Ora i due resteranno in osservazione in ospedale per due settimane e poi potranno andare insieme alle loro mamme nella casa di accoglienza delle Patronesse in via Podgora, dove alloggeranno per un altro mese, periodo nel corso del quale verranno sottoposti ad una serie di controlli e trascorso il quale, se tutto risulterà a posto, potranno tornare a casa. 

Le voci


«Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a raccogliere i fondi necessari a far arrivare, operare e ospitare questi bambini – ha detto la presidentessa delle Patronesse, Milena Fiore - a partire dal proprietario del Seeport Hotel, Guido Guidi, che oltre a dare un grosso apporto ha mobilitato molti suoi amici». I 20mila euro ottenuti sono serviti per uno solo dei due interventi, mentre l’altro si trovava nella lista del Ministero della Salute. Perché su questo fronte è impegnato anche lo Stato, ma la cosa più difficile da gestire sono i tempi e si rischia di perdere sempre qualche bambino per strada. Si pensi che solo l’associazione Voce di Padre Pio ha 70 bambini di tutto il mondo il lista d’attesa. Se però questi arrivano, il Lancisi è pronto. «Lo è stato con i piccoli provenienti dall’Ucraina e lo sarà in futuro con gli altri, dando un grande segnale di umanità e di pace» ha dichiarato il direttore generale degli Ospedali Riuniti Michele Caporossi, mentre l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini ha sottolineato come questo «dà l’idea di quello che possiamo fare come paese avanzato, garantendo non carità, ma solidarietà verso gli altri popoli».
 

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