Pinacoteca civica di Ancona
Ora si gioca d’anticipo

Pinacoteca civica di Ancona
Ora si gioca d’anticipo
ANCONA - Non cercate, sul portone antico della Pinacoteca Civica Podesti ad Ancona, l'orario di apertura straordinaria per le feste natalizie. Non c'è, e il portone resta chiuso, osservato dai passanti che salgono via Pizzecolli.

Attirati dalla facciata di pizzo bianco di san Francesco, trovano nella piazza per la prima volta un albero di Natale, attorno al quale, anche grazie alla passione di un manipolo di residenti e alle luci di una nuova enoteca, aleggia un nuovo appeal. Qui Paolo Marasca, l'assessore alla Cultura di Ancona, si guarda intorno con quel suo fare minimal, mentre le note di Piazzolla si alzano dal piano e dai quattro sax del Gershwin Quintet (cinque ragazze in gamba...). Lo sguardo scivola verso il portone della Pinacoteca.



Ma perché è chiusa?

Marasca inarca le sopracciglia: "Perché stiamo completando i lavori di messa in sicurezza di due piani della nuova ala. Lavori che sono a ottimo punto, manca solo il collaudo di una serie di impianti. Poi sposteremo lì gran parte della collezione, secondo le indicazioni per l'allestimento studiato dalla precedente direttrice Costanza Costanzi assieme agli architetti Massimo Di Matteo e Mauro Tarsetti. Intanto continueremo con una serie di interventi sull'ala vecchia di palazzo Bosdari. La Pinacoteca è chiusa da troppo tempo e adesso bisogna accelerare, restituirla alla città e onorare gli importanti contributi elargiti dalla Fondazione CariVerona per la nuova ala".



Scadenze?

"La situazione è particolare. Attualmente, dopo il mandato della dottoressa Costanzi, la struttura è senza direttore. Inoltre è da rivedere da zero la situazione del personale...".



Nel senso che il personale assomma a zero addetti?

"Esatto. Stiamo lavorando anche a questo aspetto - ma il discorso è tecnico e complesso - oltre che al ripristino dei due piani. Intanto, però, ho voluto creare un comitato scientifico di volontari, nei quali ho coinvolto i due ex direttori della Pinacoteca, Michele Polverari e Costanza Costanzi, il restauratore Carlo Giantomassi, oltre agli architetti che hanno curato l'ampliamento, Di Matteo e Tarsetti. A loro ho chiesto una mano per la programnmazione delle iniziative da attuare quando la nuova ala sarà riaperta, giocando d'anticipo. Voglio far rivivere la Pinacoteca anche con eventi e manifestazioni che la aprano a cittadini e visitatori...".



La data?

"Arrischio: a primavera. E intanto abbiamo già nel cassetto progetti e idee per mostre temporanee. E, ovviamante, bisognerà nel frattempo pensare a un direttore...".



La Pinacoteca è il fulcro del centro storico. E tutt'attorno?

"Intanto, l'apertura della sezione Romana del Museo Archeologico, altro polo importante dell'area è una buona notizia. E poi, quando sarà messo in funzione l'ascensore esterno di Palazzo degli Anziani, in costruzione, potremo immaginare un'altra fruizione del centro storico, più dinamica. Le Soprintendenze, con cui il Comune ha aperto diversi tavoli, si sono impegnate. Quella archeologica promette per la primavera/estate di aprire l'anfiteatro romano. E infine, va risolta con Anconambiente la questione dei cassonetti. Sono già stati ridotti, andrebbero occultati con schermi illustrati, che nascondano, e raccontino l'area e la sua storia".



E poi c'è il buco nero della chiesa settecentesca di san Bartolomeo, accanto all'anfiteatro... per non parlare del Porto Traianeo.

"Mah, a san Bartolomeo c'è da rifare il pavimento. In Soprintendenza mi hanno assicurato che i lavori cominceranno a breve. La direttrice regionale Lorenza Mochi Onori ha confermato il massimo impegno. Per il porto traianeo il discorso è più complesso, riguarda la sicurezza, l'accessibilità... ". Allarga le braccia.



Quanto conta la sollecitazione di comitati cittadini, come questo di piazza san Francesco?

"È importante che da loro non venga solo protesta, ma anche impegno, promozione di iniziative. Io credo molto nel volontariato civico, laddove significa amore e cura per i luoghi e l'identità".



Nuova ala, una boccata d’ossigeno

ma resterà il cuore della storia


La nuova ala della Pinacoteca: una boccata d'ossigeno per la collezione. Michele Polverari, direttore dell'istituzione per lunghi anni: "Bisogna riaprirla al più presto, e sfruttare la grande occasione dei nuovi spazi. Ma deve mantenere il corpus storico dei dipinti, che ne è l'identità: Tiziano, Lotto, Crivelli, Guercino. Poi, si può allargare la collezione e creare una biblioteca adeguata per gli studiosi". Costanza Costanzi, che ne è stata direttore fino a pochi mesi fa. "Io credo che debba essere valorizzata anche la piccola terrazza su tetto che domina il porto, con una vista magnifica, dove creare un locale pubblico da utilizzare anche in maniera indipendente, come alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. Un utilizzo commerciale, purché di stile, valorizzerebbe l'intero centro storico, di cui la Pinacoteca è uno snodo importante, e dove si dovrebbe studiare una formula per attirare giovani talenti e piccoli imprenditori, incentivare laboratori e shop di artigianato marchigiano.
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Venerdì 3 Gennaio 2014, 11:06 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2014 11:06

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