Anastasiya, la bellissima violinista
al Teatro della Fortuna di Fano

Anastasiya Petryshak
la bellissima violinista
​al Teatro della Fortuna
di Lucilla Niccolini
FANO - Lei è bellissima. Ed è anche bravissima (e lo sa): a ventuno anni è già una star del violinismo internazionale. La sua storia è bella come lei, e particolare. Non resta che correre ad ascoltare Anastasiya Petryshak domani mattina (10 maggio) alle 11 alla Sala Verdi del teatro della Fortuna di Fano per il terzo appuntamento dei Concerti di Mezzogiorno (info: 0721 800750). Suonerà accompagnata al pianoforte dall'eclettico Lorenzo Meo.



Tutta l'esistenza della famiglia di Anastasiya, da quando ci si è accorti della sua innata vocazione alla musica, ruota attorno a lei e alle sue doti di concertista. "È cominciato quando ho ascoltato un uomo che suonava il violino per strada, nel mio paese in Ucraina... avevo otto anni e già studiavo il piano. È stata un'illuminazione! I miei mi hanno mandato a scuola da una bravissima maestra, che non posso dimenticare: mi ha molto incoraggiato, e così mi sono trasferita a studiare in Italia, assieme a tutta la mia famiglia...".



Ma Anastasiya è figlia d'arte?

Nemmeno per sogno: i miei genitori hanno sempre suonato qualche strumento, ma così, per diletto. Avevo cominciato con il pianoforte, e con la danza, come fanno tanti bambini. Però quando si sono rivelate le mie doti con il violino, non hanno avuto dubbi e abbiamo fatto tutti le valigie. Devo tanto a loro!.



Qui in Italia ha frequentato le scuole medie e le superiori. Per questo parla così bene l'italiano?

Questa è ormai per me la mia patria di elezione. All'inizio è stata dura abbandonare la mia prima insegnante di violino, cui ero molto affezionata. Diciamo che è stato un vero trauma, per me. Ma poi sono riuscita subito a integrarmi, e ho trovato l'Italia bellissima. Soprattutto Bologna, con i suoi portici e la sua atmosfera.



Poi, a quindici anni, viene ammessa - la più giovane violinista - al corso di alto perfezionamento tenuto da Salvatore Accardo all’Accademia Internazionale Walter Stauffer di Cremona e poi all’Accademia Chigiana di Siena.



Che impressione di Accardo?

Un grande maestro, e una vera emozione, suonare con lui!.



E in Ucraina è più tornata?

All'inizio, da bambina, d'estate ci tornavo più spesso, anche per fare qualche concerto. Ora sempre più raramente.



Nostalgia?

Col tempo si è attenuata. Però in questo concerto di Fano ho voluto fare un omaggio alla mia terra natale: nella prima parte eseguo la Carpathian Rhapsody, la Danza spagnola e la Melodia, tre brani di Myroslav Skoryk, il più grande compositore ucraino vivente.

Però, la seconda parte è dedicata a Ravel: la Sonata n. 2 per violino e pianoforte op. 77 e la Tzigane.

Un colore diverso, un tocco di musica occidentale, forse più mondano. I due autori richiedono tecniche diverse, così mi è sembrato che i due autori, abbinati, si completassero. Funziona!.



Il suo compositore preferito. Sarà mica Paganini?

Indovinato!
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Sabato 9 Maggio 2015, 21:16 - Ultimo aggiornamento: 09-05-2015 21:24

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