Paracadutista marchigiano
si schianta al suolo a 26 anni

Giovedì 21 Maggio 2015
Fabio Comini

LUCCA - Un paracadutista dell'Esercito è morto all'aeroporto di Tassignano.

Dopo il lancio non si sarebbe aperto il paracadute e l'uomo si è schiantato a terra. La notizia è stata confermata dal direttore dell'Aeroporto Eugenio Baronti. Il militare si chiamava Fabio Comini, era di Ascoli Piceno ed aveva 26 anni. Apparteneva al quarto reggimento Alpini paracadutisti di stanza a Verona ma era in addestramento alla Folgore di Pisa.

A dare l'allarme sono stati gli stessi colleghi del giovane che si sono accorti della mancata apertura del dispositivo. Il tragico incidente è avvenuto intorno alle 12 nel corso di una esercitazione. Sul posto personale della Brigata Folgore e carabinieri, assieme al sostituto procuratore di Lucca Aldo Ingangi. Fabio Comini era caporalmaggiore del Quarto reggimento alpini paracadutisti "Monte Cervino" che ha sede a Montorio Veronese.

Il militare era in addestramento presso il Centro addestramento paracadutisti della Folgore a Pisa. Secondo la prima ricostruzione, i militari (in tutto erano sei allievi) sono partiti per l'esercitazione intorno alle 7.30. Hanno effettuato una prima serie di lanci da un Pilatus (un modello di aereo civile), poi sono ritornati in quota per un secondo salto. Il militare deceduto era il quarto della fila.

Secondo la prima ricostruzione fornita dall'Esercito, la "vela" principale del suo paracadute non si sarebbe completamente aperta. Con grande sangue freddo, a un'altitudine di circa 1.300 metri, Comini avrebbe allora cercato di far aprire il paracadute di emergenza: elemento confermato dal fatto che la vela principale, come previsto in questi casi, si è staccata ed è stata trovata a distanza dal corpo. Tuttavia il paracadute di emergenza non si è aperto, ed è su questo che si concentreranno le indagini.

«La notizia della scomparsa del giovane caporal maggiore Paracadutista avvenuta dopo un lancio all'Aeroporto di Tassignano in provincia di Lucca, mi addolora come ogni volta in cui muore un servitore dello Stato, quale era Fabio Comini, ell'adempimento del proprio dovere e in relazione alla specificità della professione di chi indossa una divisa». Lo afferma il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, esprimendo la sua vicinanza ai familiari. «Vi sono particolarmente vicino in questo dolorosissimo momento e vi invio le mie più sentite condoglianze», ha scritto Rossi in un telegramma. «La mia sentita personale partecipazione - conclude - va anche all'Esercito italiano colpito da questo gravissimo lutto».

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 06:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA