Juventus, da cenerentola a protagonista in 17 mesi

Juventus, da cenerentola a protagonista in 17 mesi
TORINO - Dalla beffa di Istanbul all'anticamera di Berlino: in 17 mesi l'Europa della Juventus si è capovolta. A...

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TORINO - Dalla beffa di Istanbul all'anticamera di Berlino: in 17 mesi l'Europa della Juventus si è capovolta.






A dicembre 2013, sul fango e sulla neve della metropoli turca, rabbia e pianto per un'eliminazione ritenuta ingiusta e viziata da un campo non praticabile; oggi le porte della capitale tedesca semiaperte. Manca un pezzo, un tassello non facile da incastonare: resistere (o stupire) a Madrid, facendo tesoro del 2-1 dell'andata. Se la Juventus ce la farà ad eliminare 'i blancos', dopo essersi seduta al ristorante da 100 euro, potrà ordinare caviale e champagne.



Eliminati dal Benfica nelle semifinali di Europa League, la rivincita era partita a settembre in un girone della Champions non troppo duro, ma con la scomoda presenza dell'Atletico Madrid campione di Spagna e vicecampione d'Europa. Dopo il debutto morbido sul Malmoe, 2-0 con Tevez tornato al gol anche in Champions cinque anni dopo l'ultimo colpo, proprio con i 'colchoneros' di Simeone era arrivata la prima sconfitta, 1-0 con rete di Arda Turan sbucato alle spalle di Mandzukic. Stesso esito ad Atene, 1-0 per l'Olimpiacos, con il portiere dei greci Roberto in vena di miracoli.



La squadra di Allegri si era trovata così sull'orlo dell'eliminazione, costretta a non sbagliare più niente nelle rimanenti partite del girone. Si era rimessa in corsa con il rocambolesco 3-2 sull'Olimpiacos allo 'Stadium', dopo avere sfiorato il 'drammà. Greci avanti 2-1 al 16' del secondo tempo. Ma la reazione era stata immediata: pareggio con l'aiuto della fortuna - il pallone colpito di testa da Llorente che sbatte sulla base del palo e rimbalza sullo stinco del portiere - poi la prodezza di Pogba aveva fatto uscire i bianconeri dall'incubo. L'errore di Vidal dal dischetto, al 90', aveva tenuto sulla corda i bianconeri, a rischio di eliminazione per differenza reti.



Ma, dopo il 2-0 di Malmoe, lo 0-0 casalingo con l'Atletico già qualificato, aveva portato la Juve agli ottavi. Dall'urna di Nyon era uscito il Borussia, in declino ma sempre temibile: 2-1 all'andata a Torino con il disappunto per il gol di Reus concesso da uno scivolone di Chiellini. A Dortmund Juve in trionfo, capolavoro tattico e di temperamento, Tevez (doppietta) e Morata scatenati.



Ed ecco il sorteggio (sulla carta) benevolo con il Monaco, una doppia sfida che solo Allegri aveva previsto così dura. 1-0 allo Stadium, tra le proteste dei monegaschi per il rigore a Morata, 0-0 nel Principato, con la Juve in difficoltà ma capace di resistere. Ed, infine, il successo sul Real, che ora trema. E la Juve sogna, ma è ben desta. Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico