Lascialandà tricolore col Padova l'anconetana che vince lo scudetto

Letizia Lascialandà, due scudetti consecutivi nella pallanuoto
ANCONA - C'è anche l'anconetana Letizia Lascialandà fra le ragazze della Plebiscito Padova che hanno conquistato il titolo tricolore di pallanuoto....

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ANCONA - C'è anche l'anconetana Letizia Lascialandà fra le ragazze della Plebiscito Padova che hanno conquistato il titolo tricolore di pallanuoto. Bissando  il successo dell'anno prima e confermandosi al vertice della disciplina. Lo scorso anno Padova battè in finale Imperia, quest'anno ha primeggiato nella final six di Messina, battendo in semifinale Rapallo per 8 a 5 ed in finale proprio per 6 a 4 con una rete fondamentale realizzata proprio dalla Lascialandà.

Venticinque anni, anconetana di Brecce Bianche, alla sua sesta stagione a Padova, dopo due anni sempre in serie A a Nervi, Letizia ha cominciato a giocare a pallanuoto ad Ancona all'età di 11 anni. I suoi allenatori sono stati Roberto ed Andrea Orazi e Davide Nardella ed ha fatto tutte le giovanili della Vela, società con cui si mise in luce anche con la calotta della nazionale delle 1991 con cui vinse l'Europeo in Ungheria. Proprio dopo quel successo ha deciso di compiere il gran salto in serie A, prima a Nervi e poi ha Padova, abbracciando il professionismo.

La ragazza, che a Padova alterna allenamenti e studio, si è bene integrata in Veneto. «Siamo proprio un bel gruppo - racconta - guidato ed amalgamato da tre anni dal tecnico Stefano Posterivo. Devo ammettere che stiamo vivendo un'esperienza fantastica. Ci alleniamo duramente ma i risultati ottenuti negli ultimi anni ci ripagano ampiamente delle fatiche sostenute. Questo nuovo titolo tricolore è una nuova spinta per proseguire su questa strada. Sono veramente contenta della scelta che feci quando ancora ero molto giovane di confrontarmi nel professionismo ed ho ancora tanti stimoli. Ovviamente torno volentieri ad Ancona, dove c'è la mia famiglia. Lo farò anche a luglio ed agosto ritrovando gli amici ed il mare di Portonovo. Un luogo incantato, dove ho trascorso la mia infanzia». Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico