Aperta “Under Raffaello”, la mostra-evento del Premio Marche con opere che mostrano la fuga da un'epoca grigia

Aperta “Under Raffaello”, la mostra-evento del Premio Marche con opere che mostrano la fuga da un'epoca grigia
URBINO - Quale sia lo stato dell’arte italiana, in particolare della pittura, ce lo rivela il Premio Marche 2023, con la mostra che si è inaugurata ieri alla...

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URBINO - Quale sia lo stato dell’arte italiana, in particolare della pittura, ce lo rivela il Premio Marche 2023, con la mostra che si è inaugurata ieri alla Galleria Civica Albani di Urbino. “Under Raffaello” è il titolo scelto da Camillo Langone, il curatore designato da Stefano Tonti, presidente dell’Associazione Marchigiana Iniziative Artistiche, promotrice del Premio Marche.

 

«Abbiamo selezionato il meglio – ha detto ieri Langone - tra gli artisti italiani con meno di 37 anni, cioè l’età in cui è morto Raffaello, per ottenere una “fotografia” della produzione di autori, anche molto giovani, che raccolgono le sollecitazioni del nostro tempo». Un’epoca grigia, attraversata da guerre e disparità, accentuate da crisi sociali, politiche, economiche e sanitarie. E, come sempre, quando i valori sono in discussione, la reattività dei giovani e la loro creatività danno fondo a un immaginario “altro”. La fuga nel sogno appare evidente, scorrendo le opere che colorano le pareti in mattone, sotto le volte della Galleria Albani.


La tendenza


«La pittura astratta – continua Langoni – è stata pressoché abbandonata, a favore del figurativo, che al realismo ha sostituito visioni oniriche, cariche di citazioni». Ne è un esempio eclatante la suggestiva tela di Chiara Calore, posta al culmine della sala d’ingresso, dove una Leda senza tempo si incontra con il cigno del mito tra mostri generati dal sonno della Ragione. «È evidente – commenta il curatore – come questi artisti tendano a uscire dal proprio tempo, per esplorare, con un occhio critico e attento alla storia dell’arte, il repertorio del passato, alla ricerca del bello e di una chiave di lettura del presente». Langone ha chiesto ai pittori da lui selezionati di presentare opere realizzate nell’ultimo anno, «proprio per fornire al pubblico un panorama quanto mai aggiornato dell’arte italiana». La prospettiva scelta è illuminante: attraverso l’uso ricorrente dell’allegoria, dà conto di un’inquietudine diffusa. L’identità di genere, la tutela dell’ambiente, le catastrofi dovute al suo degrado, i rapporti interpersonali sono tra i temi emergenti.

Tra gli altri, spicca il grande quadro di Angela D’Ospina, tarantina, classe 1987, che rappresenta una visione apocalittica: eruzione vulcanica, conflitto, deflagrazione cosmica. E un giovane addormentato su una panchina, nella tela del fiesolano Lorenzo Tonda, stringe nella mano abbandonata un antico cartiglio, dopo essersi scostato dal viso una maschera da Minotauro. Le metafore si moltiplicano, attingendo alla mitologia, ma anche al mondo utopico del circo e della fiaba. C’è forse da leggervi malessere? Langone: «Comunque un’ansia di trovare un significato a questo nostro essere».


La provenienza


Gli artisti sono italiani, perlopiù provenienti dal Meridione; pochi gli stranieri, che hanno deciso di vivere qui, come la giovane albanese Greta Pllana, formata all’Accademia di Venezia. «Ma il punto è – chiarisce il critico Langone – che, a differenza della Germania, l’Italia non garantisce un mercato dell’arte. Questa mostra vuole essere anche uno sprone per committenti e collezionisti, che oggi trascurano il panorama nazionale». Che invece è ricco, come dimostra “Under Raffaello”, di manifestazioni artistiche molto interessanti. Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico