«All’hotel Elvezia ci sono prostitute». La rivolta delle ospiti: «Quereliamo»

«All’hotel Elvezia ci sono prostitute». La rivolta delle ospiti: «Quereliamo»
PESARO Petizione dei residenti contro l’hotel Elvezia. Ma la replica non tarda: pronto un esposto delle donne che vi alloggiano e il sostegno politico di +Europa. Facciamo...

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PESARO Petizione dei residenti contro l’hotel Elvezia. Ma la replica non tarda: pronto un esposto delle donne che vi alloggiano e il sostegno politico di +Europa. Facciamo ordine. Una decina di giorni fa un nigeriano è stato arrestato dopo aver aggredito con delle pietre il titolare dell’albergo Andrea Verde.

 

Un giovane con problemi psichici inviato dal pronto intervento sociale. Un fatto che ha avuto eco e che ha acceso un faro sulla struttura che ospita soprattutto stranieri (molti sono lavoratori che non si possono permettere l’affitto di una casa ma nell’albergo trovano un alloggio sicuro) e che svolge anche un ruolo di inclusione. Un esperimento avviato qualche anno fa e che diversi hanno definito socialmente coraggioso. 


Non tutti però gradiscono e i residenti della zona - l’albergo sorge in viale Fiume, in piena zona mare e residenziale - hanno lanciato una petizione in cui senza troppi giri di parole scrivono: «L’hotel viene utilizzato come centro di accoglienza, accoglie senza fissa dimora, persone ai domiciliari, persone con disagi sociali, prostitute e condannati per spaccio». Dunque «disagi, urla nel cuore della notte, viavai di prostitute, spacciatori, siringhe sui marciapiedi, risse». Chi scrive per raccogliere firme parla di un «luogo non sicuro» tanto da «avere paura in una zona dove sono aumentati i furti in case, negozi e di bici». Di qui la richiesta al Comune di «far rispettare la sua destinazione d’uso secondo la licenza rilasciata per restituire la serenità ai residenti». In sostanza l’albergo dovrebbe tornare ad accogliere i vacanzieri.


Ma a monte c’è una scelta precisa e il titolare Andrea Verde non ci sta. Parla di una «petizione sgangherata che allude a siringhe e droghe, furti e risse. Ma tutto in maniera generica, senza episodi veri da contestare. La cosa più grave è che si parla di prostitute. Sono stato fermato più volte per sapere se si potevano incontrare delle ragazze per prestazioni sessuali a pagamento. Siamo indignati perché le donne che vivono qui sono ragazze che lavorano e si stanno integrando, altre sono mogli di lavoratori. Sono falsità che creano pregiudizi e arrecano danno alle ragazze». Un’ospite dell’hotel ha scritto una lettera a nome di tutte: «Siamo donne, lavoratrici, mai ci è capitato di essere offese in questa maniera. Abbiamo paura di farci vedere nei paraggi dell’albergo, di essere additate e di ricevere battute offensive. Siamo già state avvicinate da persone viscide che chiedevano prestazioni».

Verde aggiunge: «Queste ragazze sono state molestate, non possiamo tollerarlo. Per cui supporteremo le donne che stanno preparando un esposto alla procura contro questa discriminazione. Così si sta creando un pregiudizio non tollerabile». Il titolare sottolinea che in struttura «vivono ragazzi africani e moldavi con regolare permesso di soggiorno, che lavorano in aziende e frequentano corsi di italiano. Si stanno inserendo per dare il loro contributo cercando l’integrazione. Bisogna conoscere per vincere i pregiudizi e Pesaro deve sprovincializzarsi». 


Il caso è anche politico tanto che Cora Fattori, di +Europa sottolinea: «E’ sbagliato isolare e ghettizzare, è bene pretendere delle regole ma senza chiudersi e aver paura. E’ dove non c’è accoglienza che possono scoppiare i casi negativi. Siamo sensibili alla tematica ma invitiamo a valutare in modo sereno senza paure. Ci sono ragazzi che vogliono inserirsi, occorre promuovere un dibattito su accoglienza e integrazione». Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico