Minaccia e picchia la ex, poi le infila la testa nel bidet: giovane stalker arrestato

Pesaro, minaccia e picchia la ex, poi le infila la testa nel bidet: giovane stalker arrestato
PESARO - I messaggi, le minacce, le intrusioni in casa fino all’aggressione in cui l’ha trascinata per i capelli e le ha messo la testa nel bidet. Un 25enne italo...

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PESARO - I messaggi, le minacce, le intrusioni in casa fino all’aggressione in cui l’ha trascinata per i capelli e le ha messo la testa nel bidet. Un 25enne italo argentino è stato arrestato con l’accusa di atti persecutori, violenza sessuale e lesioni. Il giudice ha convalidato l’arresto ma ha rimesso il giovane in libertà.

 

Il fatto scatenante il 31 maggio alle 6,30 quando il ragazzo si è presentato dalla ex con la quale aveva avuto una relazione di tre anni, ma terminata da qualche mese. Una gelosia cieca, un desiderio di possesso. Così si è arrampicato fino al balcone della sua camera a Case Bruciate, poi ha sollevato con forza la tapparella. Qui è nato un corpo a corpo con la ragazza che ha cercato di spingere la finestra per tenerlo fuori. Lui è entrato in casa forzando e ha iniziato a colpire la 23enne con calci e pugni. Poi l’ha presa per i capelli e portata in bagno dove le ha schiacciato la testa nel bidet con forza. Il tutto condito da frasi come “Ti ammazzo”. Poi l’ha strattonata e spinta fino in camera dove ha continuato a darle calci e pugni. Per lei un trauma cranico e diverse ecchimosi giudicate guaribili in 3 giorni. In casa c’era anche un amico di lei, a sua volta aggredito. Anche per lui calci e pugni e ferite giudicate guaribili in 5 giorni. Una furia tanto che ha rovinato e danneggiato mobili e soprammobili. Il trambusto è stato sentito dai vicini che hanno dato l’allarme ai carabinieri, intervenuti per arrestare il ragazzo che già altre quattro volte era entrato in casa della ex. E in queste occasioni avrebbe consumato dei rapporti sessuali contro la volontà di lei. «Il mio assistito ha risposto alle domande del pm – spiega l’avvocato Carlo Scalpelli – nega di averla picchiata e di aver consumato rapporti non consenzienti. È una relazione turbolenta da ambo le parti, con chiamate continue anche da parte di lei e in sede di dibattimento faremo valere le nostre ragioni».

 

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Corriere Adriatico