Fabbrica del Carnevale di Fano, 210mila euro per tre nuovi carri robotici

Fabbrica del Carnevale di Fano, 210mila euro per tre nuovi carri robotici
FANO Scomoda Oscar Wilde («tradizione è innovazione ben riuscita») il sindaco Seri per rendere il senso del bando di marca Iti finalizzato alla costruzione di...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

FANO Scomoda Oscar Wilde («tradizione è innovazione ben riuscita») il sindaco Seri per rendere il senso del bando di marca Iti finalizzato alla costruzione di tre prototipi del carro di Carnevale del futuro. Ad un anno dalla pubblicazione individuati i tre progetti, sviluppati da altrettante aziende del territorio, che verranno finanziati con 70.000 euro ciascuno e che si snodano «lungo tre verticalità che connotano i carri». 

 


Automazione e materiali


«La movimentazione, che è già automatizzata ma non ancora intelligente, i materiali, andando alla ricerca di quelli eco-sostenibili, e l’illuminazione, con l’obiettivo di farla nascere dentro» sintetizza il coordinatore Filippo Rosati, mentre tocca a Fiammetta Sailis scendere nel particolare del progetto messo a punto da Digital Smart per introdurre la robotica nella movimentazione dei pupi «sperimentando l’utilizzo del cobot, che è sì un robot ma guidato dalla mano dell’uomo, già molto diffuso in campo industriale e di cui nel caso specifico ci si potrà servire per ideare movimenti anche sul momento». E’ firmato invece da Big Lab lo studio orientato a selezionare biomateriali che si sostituiscano a quelli attualmente impiegati e che possono rappresentare fonti inquinanti. «Sono ferro, cartapesta e polistirolo, versatile ma non eco-sostenibile. Si è pensato che le stesse funzioni possano essere assolte dalla fibra di lino, facilmente reperibile in prodotti di scarto, e dalle bioresine, che hanno anche il pregio di essere molto resistenti» aggiunge ancora la Sailis.


L’illuminotenica


Quando invece è Tommaso Bellucci per conto di Dago a spiegare il contenuto dello studio sull’illuminotenica «con cui intendiamo rovesciare il format della luminaria Non più proiettori che illuminano i carri, ma luce diffusa dall’interno dei carri che si armonizzi anche con la musica e i suoni». Tutto possibile utilizzando «tecnologia Led, che consente cambi di colore e di intensità, e Led dinamico digitale, che può interagire anche con la movimentazione». I tre prototipi da un metro per un metro dovrebbero essere pronti per l’edizione 2024. Nel frattempo («così come è stato dal primo giorno» rimarca Rosati) le aziende continueranno ad operare in sinergia con i carristi (rappresentati da Anna Mantovani) e la Carnevalesca con il vice presidente Mirisola si sente di aprire già adesso una finestra «su carri che non siano quelli di prima categoria».


L’operazione


L’intera operazione si configura all’interno della Fabbrica del Carnevale, «che vuole essere anche officina» spiega l’assessora alla Cultura Fattori e che sorgerà all’interno del Sant’Arcangelo, dove i lavori dovrebbero ripartire a metà aprile. Lo sguardo è rivolto anche «a spettacolarizzazione e internazionalizzazione del Carnevale, così come - puntualizza il consigliere delegato Marchegiani - alla creazione di nuova occupazione».  Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico