Il governatore presenta il programma del Turismo: «60 milioni in 3 anni». Il direttore dell'Atim non viene citato

Il governatore presenta il programma del Turismo: «60 milioni in 3 anni». Il direttore dell'Atim non viene citato
ANCONA - L’esempio plastico del lapsus freudiano o una decisione consapevole? Qualunque sia la risposta, l’assenza si è fatta notare. La giunta ha...

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ANCONA - L’esempio plastico del lapsus freudiano o una decisione consapevole? Qualunque sia la risposta, l’assenza si è fatta notare. La giunta ha approvato lunedì il Programma annuale del turismo 2024 e quello regionale integrato degli interventi per la riqualificazione e valorizzazione dei borghi e centri storici delle Marche (annualità 2024-2026). Un piano molto corposo che cuba 60 milioni di euro totali nel triennio. E giustamente Palazzo Raffaello vuole comunicarlo all’esterno, perché finanzia misure fondamentali per il rilancio e lo sviluppo della promozione turistica e dell’accoglienza della nostra regione, come ad esempio la riqualificazione delle strutture ricettive.

 

Il comunicato

Così viene vergato un comunicato in cui è lo stesso governatore Francesco Acquaroli, titolare della delega al Turismo, ad annunciare le principali voci del programma. Quasi 4mila battute, 581 parole, mai una volta viene citata l’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche. A differenza del comunicato del marzo 2023 con cui si annunciava il precedente Piano annuale: in quel caso, si sottolineava che «la Regione continuerà a puntare sulla promozione delle Marche nei mercati internazionali in piena sinergia con l’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione».

E ancora: «Dalla piena operatività dell’Atim che ha già definito la propria linea espansionistica sui mercati esteri anche attraverso la partecipazione alle più importanti fiere di settore si prosegue con le azioni di supporto alla creazione del sistema e dei prodotti turistici regionali, attuate in sinergia anche con i diversi soggetti del territorio».

Riferimenti completamente spariti dai radar nel comunicato di ieri. E dire che nel Programma annuale del Turismo 2024 - approvato lunedì con delibera 172 - l’Atim compare già nella premessa, in cui viene scritto che «le azioni di sviluppo del sistema turistico regionale possono contare per il 2024 sul raggiungimento della piena operatività dell’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione, cui sono affidate tutte le attività di promozione del prodotto Marche».

Ed è ovvio che ci sia un riferimento all’Agenzia per il Turismo nel Programma del Turismo. Anzi, è lapalissiano. La stranezza è che l’Atim sia totalmente ignorata nel comunicato che quel Piano lo presenta. Non si fa neanche cenno al suo direttore. Marco Bruschini. Niente. Epurazione a 360 gradi.

Eppure l’Atim è, da statuto, il braccio operativo della Regione in materia di turismo. Se non la si reputa fondamentale al punto da non citarla neanche nell’atto che più di tutti la riguarda, che senso ha averla creata? A questo punto tanto valeva tenersi solo il Dipartimento Turismo di cui è già dotato Palazzo Raffaello. Il 2024 sarà il banco di prova dell’Atim: le premesse non sembrano buone.

 

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Corriere Adriatico