Acquaroli si rassegna e lascia candidare i suoi. In tre verso Roma, inevitabile il rimpasto

Acquaroli si rassegna e lascia candidare i suoi. In tre verso Roma, inevitabile il rimpasto
ANCONA  - A metà tra il rassegnato ed il pragmatico, il governatore Francesco Acquaroli ha ormai preso atto che metà della sua giunta si incamminerà armi...

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ANCONA  - A metà tra il rassegnato ed il pragmatico, il governatore Francesco Acquaroli ha ormai preso atto che metà della sua giunta si incamminerà armi e bagagli sulla via di Roma dopo le elezioni del 25 settembre. Però la consapevolezza matura in un contesto meno tragico di come se lo era prospettato in prima battuta.

 

Quando pensò alla regola di blindare gli assessori, bloccando il ritorno in giunta in caso di non elezione in Parlamento, immaginava di avere davanti a sé sei lunghi mesi di campagna elettorale, durante i quali buona parte della sua squadra avrebbe pensato a tutto tranne che alle deleghe affidate. Ora i tempi si sono decisamente compattati e, considerando che agosto è comunque un mese in cui i lavori dei Palazzi si fermano per le ferie estive, la prospettiva è di ripartire a settembre con le idee chiare sul turn over. 


La posizione del presidente
«Ne discuteremo nelle prossime settimane ed in tal senso sono aperto a parlare con tutti di tutto, ma è chiaro che per noi il governo della Regione è una priorità indiscussa - commenta il governatore con diplomazia -. C’è una discussione che riguarda anche le elezioni politiche (che nessuno di noi pensava potessero arrivare così presto). In questa discussione si guarda alle esigenze dei partiti e alle esigenze della giunta». Parole che lasciano trasparire una maggiore flessibilità sulla questione. Il presidente dovrà prepararsi anche ad alcune “defezioni” in seno alla maggioranza che valicano i confini di Palazzo Raffaello. Diversi consiglieri regionali del centrodestra starebbero infatti facendo più di un pensierino in merito all’ipotesi di candidarsi ad uno scranno in Parlamento.

Valutazioni personali che poi andranno incrociate con le decisioni dei rispettivi partiti. Ma ci sono delle figure su cui Acquaroli conta e che preferirebbe tenersi vicine, soprattutto se davvero si andrà verso un terremoto in giunta. In primis, la coordinatrice di Fratelli d’Italia Marche Elena Leonardi, considerata un elemento di stabilità all’interno del partito e fedelissima del presidente. Stesso discorso per il consigliere Andrea Putzu (FdI), a cui il governatore è molto legato, politicamente e personalmente. 


Forza Italia


Restando nel perimetro del centrodestra, ma cambiando partito, nella partita delle Politiche Forza Italia starebbe valutando l’idea di candidare nelle Marche il commissario e sottosegretario uscente al ministero delle Politiche agricole Francesco Battistoni. Un paracadutato da fuori regione che toglie spazio al già risicato perimetro all’interno del quale possono muoversi gli azzurri, indeboliti dalle tante uscite illustri.

 

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Corriere Adriatico