Ponte crollato: gli indagati sono 41 Chiesto sopralluogo "irripetibile"

ANCONA - Sono ben 41 gli indagati nell'inchiesta sul crollo del ponte 167 dell'autostrada A14 tra Camerano e Castelfidardo, che il 9 marzo provocò la morte dei...

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ANCONA - Sono ben 41 gli indagati nell'inchiesta sul crollo del ponte 167 dell'autostrada A14 tra Camerano e Castelfidardo, che il 9 marzo provocò la morte dei coniugi Emidio Diomede e Antonella Viviani. Il pm Irene Bilotta ha disposto un'integrazione di consulenza tecnica per accertare le cause del crollo, come atto irripetibile. Prima che quel che resta del ponte crollato sia rimosso o modificato dagli elementi o da atti di vandalismo.


L'incarico verrà conferito il 18 maggio prossimo ad Ancona. Tra le persone chiamate in causa, i responsabili delle ditte della “filiera” che si occupava dei lavori affidati alla Delabech in subappalto da Pavimental, società controllata da Autostrade per l'Italia. I reati contestati sono il disastro colposo, la cooperazione colposa in omicidio, le lesioni colpose ai danni dei tre operai romeni rimasti feriti, lesioni gravi commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.  Il pubblico ministero ha ritenuto di procedere con un atto irripetibile visto lo stato dei luoghi soggetto a modificazione e in particolare, la precaria stabilità delle opere provvisionali presenti sul posto (tanto che il pm ha dovuto anche effettuare un nuovo sopralluogo qualche giorno fa).


Il pericolo, secondo la Procura, riguarderebbe anche le campate laterali del cavalcavia, rimaste sospese senza idonei sostegni permanenti: l'eventuale crollo potrebbe causare gravi danni agli utenti dell'autostrada. Un analogo pericolo, a giudizio dell'accusa, ci sarebbe per le macerie rimaste esposte anche a rischio di atti vandalici, con la conseguente perdita di valenza probatoria delle attività tecniche che dovranno essere eseguite. Dopo il conferimento dell'incarico, vi sarà probabilmente un nuovo sopralluogo a cui parteciperanno il magistrato, i consulenti (gli ingegneri Luigino Dezi e Michele Pierri) e le parti con i loro esperti. Parti offese nel procedimento sono i figli delle due vittime - Daniele e Daniela Diomedi, assistiti dall'avv. Vincenzo Maccarone - e i tre operai rimasti feriti, Emil Cristanel Oprea, Fanel Ilie e Dumitru Scopet. Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico