Porto Recanati, tentato omicidio, in manette due pakistani. La folla applaude i carabinieri

PORTO RECANATI – Tentato omicidio, in due in manette. Si tratta di un 28enne che per non farsi identificare tramite le impronte digitali si era abraso i polpastrelli, e un 31enne. Entrambi sono di origine pakistana.
Ieri sera il blitz dei carabinieri all’Hotel House dopo una soffiata sulla loro presenza all’interno del maxi condominio in via Salvo D’Acquisto. Per gli inquirenti sarebbero gli autori dell’agguato a un 34enne afghano avvenuto sabato scorso. Quel pomeriggio uno dei due pakistani, dopo aver individuato sulle scale del settimo piano l’afghano, aveva esploso un colpo d’arma da fuoco da una pistola nascosta dentro un indumento che aveva tra le mani. La pistola però si inceppò e il colpo non deflagrò, nel tentativo di riarmare la pistola il pakistano fece cadere un proiettile calibro 22 e proprio quel proiettile ritrovato dai militari aveva permesso agli inquirenti di stringere il cerchio attorno ai due extracomunitari. Fondamentale anche la testimonianza di un coraggioso condomino che si era visto entrare in casa uno dei pakistani in fuga all’arrivo dei carabinieri e che lo aveva notato con la pistola in mano. Per i carabinieri guidati dal maggiore Enzo Marinelli l’agguato è legato alla rissa tra stranieri avvenuta nel cortile dell’Hotel House la sera del 21 agosto scorso in cui due persone, tra cui la vittima del tentato omicidio, rimasero gravemente feriti.
Ieri sera, saputo che i due aggressori erano all’Hotel House, probabilmente per portare a termine l’agguato fallito, i carabinieri si sono precipitati nel maxi condominio, hanno messo in salvo la vittima e hanno bloccato i due aggressori all’interno di un appartamento al secondo piano. Sono accusati anche di rissa, lesioni, porto d’armi da fuoco e da taglio. Alla base degli episodi criminosi ci sarebbe una faida per il controllo dello spaccio della droga. All'uscita dall'Hotel House con i due arrestati, circa 70 persone che si trovavano nella zona del piazzale hanno applaudito i carabinieri e hanno gridato "Bravi". I due pakistani, in stato di fermo, sono difesi dall’avvocato Simone Matraxia.
 

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