Unimc, tocca a McCourt:«Sarò un rettore europeo. Lavoreremo in squadra»

MACERATA - Sono da poco passate le undici quando, ieri, il rettore John Francis McCourt, accompagnato dalla moglie Alice e dal piccolo Enrico appare all’ingresso del palazzo...

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MACERATA - Sono da poco passate le undici quando, ieri, il rettore John Francis McCourt, accompagnato dalla moglie Alice e dal piccolo Enrico appare all’ingresso del palazzo di Unimc di via Crescimbeni: ad attenderlo, per il passaggio di consegne, l’uscente Francesco Adornato che lascia contemporaneamente il ponte di comando di Unimc ed anche la cattedra per effetto della pensione. 


 

Un saluto e si sale al primo piano per la cerimonia: la consegna di una simbolica campanella e delle meno simboliche chiavi del rettorato. McCourt scherza («non è che sono state cambiate le serrature?»), ringrazia Adornato e gli consegna il sigillo dell’ateneo e, come dono personale, due raccolte di poesie, una di Eugenio De Signoribus e l’altra di Elisabeth Barrett Browning. Il responsabile dell’ufficio Comunicazione Bertini ricorda che McCourt è il quarantanovesimo rettore di Unimc dall’Unità d’Italia. La cerimonia ha inizio con McCourt che sottolinea la data e la sua importanza, il Due novembre, ricorrenza dei defunti: ha un attimo di commozione nel ricordare i suoi genitori. Poi si parte. «Parlano di me come di un rettore straniero di un ateneo italiano. Io preferisco pensare di essere un rettore europeo in un ateneo europeo. Un ateneo con una storia lunghissima che deve lavorare nel presente per costruire il nostro futuro comune. Immagino un lavoro di squadra in cui tutte le componenti dell’Università lavorino insieme per il bene dell’Ateneo che è anche il bene della città di Macerata». Alla cerimonia sono presenti il direttore generale Mauro Giustozzi, il presidente del Consiglio degli studenti Lorenzo Di Nello, i direttori dei Dipartimenti Elena Cedrola per Economia e diritto, Stefano Pollastrelli per Giurisprudenza, Lorella Giannandrea per Scienze della formazione, beni culturali e turismo, Angelo Ventrone per Scienze politiche, della comunicazione e relazioni internazionali, Roberto Mancini per Studi Umanistici. «Si parte dall’ascolto, dal dialogo, dalla sintesi e si arriva a prendere decisioni per il bene comune. Il rettore deve garantire tutti», dice McCourt che presenta i prorettori.  Prorettrice vicaria, che sostituisce il rettore in caso di sua assenza o impedimento, con delega alla Terza e quarta missione, relative al ruolo dell’ateneo nel territorio a livello sociale, economico e culturale, è Catia Giaconi, docente di didattica e pedagogia speciale. Claudia Cesari, docente di diritto processuale penale, sarà prorettrice alla didattica in tutti i suoi aspetti, dall’organizzazione degli spazi al rinnovamento dell’offerta anche in chiave internazionale. «Mi aspetto novità importanti – diceMcCourt -. Macerata è una città bellissima e molto accogliente. Dobbiamo attrarre più studenti da fuori per una contaminazione delle idee». A Natascia Mattucci, docente di filosofia politica, è assegnata un’area nuova, quella del welfare, ossia del benessere della comunità accademica. «Un aspetto su cui puntare molto sarà quello del rapporto con laureati e laureate per costruire una rete di relazioni, puntando sul senso di appartenenza». Alla ricerca, Claudio Socci, docente di politica economica. «Dobbiamo far crescere la cultura della ricerca a tutto tondo – aggiunge McCourt -, difendendo le nostre discipline ma anche interagendo con le altre, e lavorando a livello regionale, nazionale ed europeo». Il rettore ha deciso di mantenere per sé altre due deleghe ritenute strategiche, quelle al personale e alla internazionalizzazione. 



Ogni prorettore sarà coadiuvato da delegati e referenti specifici: Laura Marchegiani, Lina Caraceni, Massimiliano Stramaglia, Vincenzo Caporaletti, Gigliola Paviotti, Edith Cognigni, Rosita Deluigi, Francesca Chiusaroli, Laura Fedeli, Barbara Fidanza, Pierluigi Feliciati, Laura Vagni, Jessica Piccinini, Margherita Scoppola, Tatiana Petrovich Njegosh, Noemi Del Bianco, Benedetta Barbisan, Stefano Pigliapoco, Patrizia Dragoni, Simone Betti, Luca Barchiesi, Marcello La Matina, Tommaso Febbrajo. Nel pomeriggio la prima riunione operativa del nuovo vertice di Unimc: «Costruire un futuro comune, immagino un lavoro di squadra, c’è molto da fare. Mi aspetto nel prossimo anno, due anni, delle novità importanti nella didattica, non subito, questo è un sessennio, dobbiamo lavorare con calma, con ritmo, non c’è fretta, diversamente saremmo stanchi a Natale». Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico