Nina Moric condannata a risarcire Belen Rodriguez. La chiamò "viado", ecco quanto deve pagarla

Nina Moric è stata condannata per diffamazione nei confronti di Belen Rodriguez: ora dovrà pagare duemila euro di risarcimento danni e 600 euro di multa. È questa la condanna inflitta stamane a Milano alla modella croata Nina Moric, accusata di diffamazione aggravata per avere definito 'viado' la showgirl argentina Belen Rodriguez, in un'intervista alla trasmissione radiofonica 'La Zanzara' nel settembre 2015.

Nina Moric in tribunale, Belen Rodriguez: «Mi accusò di molestie su suo figlio». E prima di entrare si baciano



Il giudice monocratico della decima sezione penale del Tribunale milanese, oltre a condannare l'imputata al pagamento delle spese processuali e di quelle legali della parte civile, ha concesso alla Moric le attenuanti generiche ed ha escluso l'aggravante del 'fatto determinatò al reato di diffamazione. Nell'intervista a 'La Zanzarà la 41enne aveva apostrofato la soubrette di Buenos Aires con epiteti del tenore di «strega cattiva» e «viado» e l'aveva infine accusata anche di girare «nuda» per casa davanti al bambino nato dalla sua relazione con l'ex fidanzato Fabrizio Corona.

 

Lo stesso viceprocuratore onorario aveva chiesto di condannare la modella croata al pagamento di 600 euro di multa, richiesta accolta dai giudici. «L'imputata - ha detto nella requisitoria - si è espressa in modo offensivo e lesivo del decoro della parte offesa». Il legale di Belen Rodriguez, Andrea Righi, oltre a depositare una memoria con la richiesta di 20mila euro di risarcimento, ha sottolineato nel suo intervento che il procedimento in corso aveva «come obiettivo salvaguardare la dignità di una madre». Dopo la lettura del dispositivo, il legale della modella 41enne, l'avvocato Solange Marchignoli, ha parlato, invece, di una sentenza «ai minimi termini»: aveva chiesto l'assoluzione della sua assistita sostenendo che la parola 'viadò era stata proferita da Moric in un contesto satirico, la trasmissione 'La Zanzarà, a suo dire, «paragonabile ad un'arena o a uno stadio, in cui vengono consentiti ai tifosi slogan e cori anche offensivi purché non siano di stampo razzista». Nell'udienza del luglio scorso, Belen, sentita in aula come parte civile, aveva spiegato: «Mi ha accusato di avere molestato suo figlio, un'accusa gravissima dalla quale ho sentito il dovere di difendermi in quanto mamma. Darò in beneficenza i soldi di un eventuale risarcimento».

E ancora: «Mi fermavano le mamme al parco quando ero con mio figlio, chiedendomi spiegazioni». Nell'intervista, come ha spiegato, invece, l'imputata nel suo interrogatorio, non c'era alcun riferimento a presunte molestie sessuali da parte della showgirl. «Alla radio ho parlato solo di quello che mi raccontava mio figlio - ha specificato Moric - ovvero che Belen girava nuda per casa». E ancora: «Anche lei mi ha diffamato scrivendo sui social che io sono psicopatica e squilibrata e ha giudicato il mio ruolo di madre, una cosa che io non farei mai, ma non l'ho mai querelata». Le motivazioni del verdetto verranno depositate tra 45 giorni.

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