Spoleto, Due Mondi di mostre Achille Bonito Oliva conquista la Rocca

Bonito Oliva inaugura la mostra
Grandi mostre al Festival dei Due Mondi. Tra oriente a occidente l’arte contemporanea irrompe nell’antica Rocca dell’Albornoz, contenitore d’eccezione per...

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Grandi mostre al Festival dei Due Mondi. Tra oriente a occidente l’arte contemporanea irrompe nell’antica Rocca dell’Albornoz, contenitore d’eccezione per l’evento espositivo Sconfinamenti a cura di Achille Bonito Oliva con la collaborazione di Franco Laera. E proprio tra le mura della fortezza, il direttore artistico del Festival Giorgio Ferrara ha annunciato: “Questo luogo sublime sarà sede delle mostre del Festival per i prossimi cinque anni”. La mostra Sconfinamenti, visitabile fino al 14 luglio, “nasce dall’idea – spiega Bonito Oliva – che l’artista non sia più confinato in un solo linguaggio, ma che si serva della multimedialità per interpretare una realtà complessa: per questo sceglie l’installazione”.




Sei gli artisti coinvolti: il gallese Peter Greenaway, il turco Ahmet Gunestekin che presenta Belek (Memorie), collage di video e sonori originali sui massacri del suo Paese, da quello degli Armeni di Adana agli avvenimenti odierni di piazza Taksim. Poi, nel salone d’onore, opere dell’iraniana Shirin Neshat (Il teatro è vita, la vita è teatro), del kosoviano Sislej Xhafa (Shhhht) e dell’iraniano Shoya Azari autore del video The king of black. Infine, tra gli affreschi quattrocenteschi della torre maestra, l’opera dell’indonesiana Sri Astari Rasjid.



Altre mostre a cura di Gianluca Marziani fioriscono invece nel settecentesco Palazzo Collicola Arti visive. Anche qui opere di sei artisti, ma tutti italiani: Antonio Marras e Danilo Bucchi, Mario Schifano, Gianfranco Chaivacci, Giuseppe Ripa, Giuliano Corelli. Sempre a Palazzo Collicola, giovani talenti partecipano al progetto Collicola on the wall (lo spagnolo Borondo, Lucamaleonte, Moneyless e Sbagliato). Altri interventi occupano poi gli spazi esterni con opere, tra gli altri, di Vincenzo Pennacchi. Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico