Il Tribunale del Riesame dice no Novembre non può rientrare al Cosif

Il Tribunale del Riesame dice no Novembre non può rientrare al Cosif
FERMO - Il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta del direttore del Cosif Claudio Novembre di poter tornare al suo lavoro. ...

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FERMO - Il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta del direttore del Cosif Claudio Novembre di poter tornare al suo lavoro.




Claudio Novembre, direttore del Cosif, non potrà tornare al posto di lavoro. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Ancona al quale il dirigente del Consorzio di sviluppo industriale del Fermano si era appellato dopo due mesi di sospensione a fronte di una indagine della procura nell'ambito del progetto del sistema informativo territoriale gestito dal Consorzio con i fondi del Prusst.



La richiesta è stata respinta nei giorni scorsi dal Tribunale del Riesame e il direttore è stato anche condannato al pagamento delle spese. In precedenza il procuratore della Repubblica, Domenico Seccia, e il suo sostituto Nadia Caruso, che coordinano le indagini, avevano chiesto gli arresti domiciliari. Il gip invece aveva optato per la sospensione del dirigente dagli incarichi di pubblici uffici o di servizi, ritenendo ci possano essere i presupposti per la reiterazione dei reati per cui è indagato.



L’indagine riguarda il costosissimo sistema informatico per gli sportelli automatizzati dei Comuni, tramite i fondi del progetto Prusst, e il bando di gara per l’appalto. Quattro i reati che vengono contestati al direttore: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico, falso in atto pubblico e turbativa d’asta continuati.



La difesa nell’appello presentato contro il provvedimento del gip aveva quindi eccepito sulla nullità dell’ordinanza del gip e contestava tra l’altro anche l’omessa valutazione di elementi favorevoli all’indagato come le spiegazioni fornite durante l’interrogatorio.



Ma il Tribunale del Riesame che ha riletto le carte della vicenda ha ritenuto l’appello infondato dando ragione al gip che aveva ravvisato gravi indizi di colpevolezza. In passato erano scattati diversi blitz dei carabinieri nella sede del Cosif. Erano stati sequestrati computer e documenti. L’attenzione era inoltre caduta su un bando di gara per l’acquisto di alcune apparecchiature.



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