Statali, sblocco del turnover 450 mila assunzioni nel 2019

Il 2018 è stato l’anno dei rinnovi contrattuali e degli aumenti in busta paga per i dipendenti pubblici. Il 2019, invece, sarà l’anno delle assunzioni. Il ministero della Pubblica amministrazione, guidato da Giulia Bongiorno, sta studiando un maxi piano di reclutamento - tramite concorso pubblico - che anticiperebbe al prossimo anno le assunzioni previste per il triennio 2019-2021 con lo sblocco totale del turnover. Una manovra che porterà, secondo le prime stime, circa 450 mila nuovi ingressi nei ranghi dello Stato e che, nei fatti, diverrebbe una grande staffetta generazionale, tra le uscite di chi va in pensione da una parte, e la rispettiva entrata di nuove leve dall’altra. Il governo sta studiando la fattibilità del programma che sarà inserito nel disegno di legge - già ribattezzato “concretezza” - in preparazione a Palazzo Vidoni.

LA LOGICA
«Intanto», dice al Messaggero il ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno, «vorrei spiegare qual è la mia logica e perché sto spingendo tanto sulle assunzioni. Negli ultimi 15 anni», prosegue il ministro, «è stato effettuato un risanamento dei conti pubblici soprattutto con il taglio della spesa pubblica corrente anche con riferimento al le assunzioni. Non condivido questo tipo di politica di risanamento», dice, «perché poi ci si lamenta che la pubblica amministrazione non va bene». Insomma, è il ragionamento del ministro, «noi possiamo immaginare la migliore riforma ma se poi non abbiamo le persone che la attuano è destinata a fallire e a rimanere soltanto sulla carta. Per questo», spiega ancora Bongiorno, «ho voluto battezzare questo decreto concretezza». 
Al ministero il dipartimento sta facendo da cabina di regia e ha iniziato a fare il punto sui fabbisogni di personale delle singole amministrazioni. Entro il 31 agosto tutti i ministri dovranno presentare i loro piani e dire quante persone richiedono e per quali profili. Un’analisi della quale si sarebbe discusso anche all’ultimo consiglio dei ministri. Il titolare delle infrastrutture, Danilo Toninelli, per esempio, avrebbe indicato la necessità di assumere un gran numero di ingegneri. 

 

LA RICOGNIZIONE
Anche il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, avrebbe già completato la sua ricognizione. Gli altri arriveranno presto. Poi Bongiorno dovrebbe iniziare l’interlocuzione con Tria per trovare le eventuali risorse nella manovra di bilancio. «Il turn over deve essere garantito al 100 per cento in tutte le articolazioni della pubblica amministrazione», spiega ancora Bongiorno, che aggiunge: «Ci sarà un impegno perché ci sia un rispetto dei tempi senza slittamenti di questo processo di ricambio». L’intenzione è anche quella di risolvere il nodo dei precari. Il meccanismo sarà per tutti il concorso pubblico, ma sul tema del precariato sarà studiata una soluzione che, pur mantenendo i connotati del concorso, permetta di affrontare e risolvere il problema definitivamente. 
LA STRETTA
Il provvedimento che si sta scrivendo introdurrà anche nuove norme contro l’assenteismo (con l’introduzione della rilevazione delle impronte digitali e altri sistemi per l’identificazione dei dipendenti), un piano nazionale per l’efficienza delle Pa e dovrebbe contenere lo sblocco della questione relativa al salario accessorio che ha colpito soprattutto gli Enti di ricerca in cui sono in corso diverse stabilizzazioni. Il disegno di legge probabilmente chiarirà la questione con una norma interpretativa. La filosofia di fondo del provvedimento la spiega lo stesso ministro Bongiorno. «La mia intenzione» dice, «è muovermi su tre direttrici: far lavorare chi non lavora. Far lavorare meglio chi invece lavora. E far entrare nuove energie nella pubblica amministrazione. «Sono dell’idea», aggiunge ancora il ministro, «che i dati dell’assenteismo pubblico sono erronei, sottostimati, perché ogni volta che andiamo a vedere sono assenze croniche». Da qui nasce l’intenzione di introdurre le rilevazioni biometriche. Mentre il capitolo del migliorare le condizioni di chi già si impegna nel suo lavoro quotidiano nella pubblica amministrazione, sarà legato alla riforma della dirigenza pubblica che sarà centrata su dei nuovi sistemi di valutazione che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero rendere davvero “terzi” i giudizi assegnati ai dirigenti e ai quali sono commisurati i premi. 
 

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