Perdite choc, gruppo a rischio Stefanel sembra pronto a lasciare

Giuseppe Stefanel
TREVISO - Il cavaliere bianco per Stefanel c’è ma per ora la sua offerta è ancora sotto esame delle banche che di fatto controllano il gruppo della moda...

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TREVISO - Il cavaliere bianco per Stefanel c’è ma per ora la sua offerta è ancora sotto esame delle banche che di fatto controllano il gruppo della moda trevigiano. L’offerta misteriosa - si parla di un fondo d’investimento come anche di partner di settore - faceva parte di quella decina di proposte non vincolanti raccolte dall’advisor Rothschild ancora prima dell’estate.

Ma da agosto è l’unica sul tavolo, giudicata di spessore anche oggi se l’esame continua malgrado la situazione non di certo entusiasmante di Stefanel, che ha chiuso il primo semestre 2016 con ricavi netti a 67,5 milioni di euro (77,2 milioni di euro nel periodo corrispondente del 2015) mentre cresce l’incidenza dell’estero (67,3% del fatturato contro 64,5%). Calano i ricavi, sprofonda la redditività: ebitda - 7,6 milioni di euro (era positivo per 3,9 milioni a giugno dell’anno scorso), ebit a - 11,1 milioni, - 13,3 milioni le perdite (contro un + 1 milione). E sale anche l’indebitamento finanziario, lievitato a 84,8 milioni con patrimonio negativo.
Dati preoccupanti per le banche creditrici, capitanate da Mps, Intesa e Unicredit (ma nel lotto ci sono anche Veneto banca e Popolare Vicenza) che si sono viste chiedere ulteriori dilazioni sui tempi di rimborso. Ovvio che in una situazione di pesante crisi come questa la società di revisione Ernst & Young non abbia certificato la semestrale. Ma quello che preoccupa di più è che non si intravede per ora l’uscita dal tunnel. Il patron Giuseppe Stefanel che qualche anno fa ha aperto il portafoglio sborsando una cinquantina di milioni per supportare gli aumenti di capitale, oggi non appare intenzionato a sostenere altri rilanci. L’unica mossa che avrebbe fatto l’imprenditore trevigiano è dare la disponibilità di scendere sotto il 51%, cioè rimanere in minoranza o addirittura cedere il 100% e spalancare le porte a nuovi soci, dando carta bianca. Il tutto a fronte del fatto, come fanno notare persone vicine all’imprebdtore trevigiano, che in questi anni duri di crisi economica, il gruppo ha comunque versato circa 110 milioni alle banche, un’ottantina come rimborso di capitale, il resto come pagamento interessi. Insomma, non proprio un flop questi finanziamenti a Stefanel, che se uno sbaglio strategico può aver fatto è quello di non aver imboccato al strada dell’estero prima e meglio.

Ma oggi la questione è un’altra: come chiudere finalmente una crisi che si trascinando da troppi anni e rischia di affondare uno dei marchi più noti del Nordest e d’Italia. In passato si era vociferato di un interesse di Coin-Ovs, seccamente smentito dal gruppo veneziano. L’unica speranza allo stato attuale dell’arte appare quell’offerta depositata qualche mese fa e sotto analisi ancora oggi. Si spera che passi al vaglio delle banche e che possa essere sdoganata entro fine anno.  Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico