Sconfigge la leucemia a 8 anni, ma non può andare a scuola: «Bimbi no vax»

TREVISO - Nella sua scuola, a Treviso, le lezioni iniziano domani, ma non per tutti: Andrea - nome di fantasia - ha 8 anni, ma non potrà entrare in classe come tutti i suoi compagni, dovrà restare a casa. Il motivo? Ha avuto la leucemia, e l'ha sconfitta, un piccolo eroe come ce ne sono tanti: ma alcuni dei suoi compagni non sono vaccinati, perciò lui non può rischiare di compromettere la sua salute, dopo la chemio a cui si è sottoposto. 

Lo racconta oggi il quotidiano Il Gazzettino: la situazione potrebbe andare avanti per settimane, dato che per la scuola dell'obbligo c'è tempo fino al 31 ottobre per presentare la documentazione che certifichi il completamento del percorso vaccinale dei bambini. Chi non la presenta, peraltro, non rischia l'esclusione, ma soltanto una multa: una situazione assurda, venuta fuori grazie ad una dottoressa di Castelfranco che in un post su Facebook ha raccontato (in forma anonima) la storia del bambino.

IL POST SU FACEBOOK DELLA DOTTORESSA «Sono stordita. Incontro un’amica pediatra. Eravamo assieme in macchina un anno fa quando da Padova arrivò la notizia – ha scritto la dottoressa Oriana Maschio -: il bimbo con la febbre alta da sei giorni aveva un bruttissimo emocromo e si confermava la più terribile delle leucemie, il mostro che a noi medici fa venire i brividi: leucemia mieloide acuta. Lei iniziò a piangere: chissà se ce l’avrebbe fatta».

«Oggi ho chiesto alla pediatra come sta Andrea, che ora ha otto anni- racconta la dottoressa Maschio - “Bene”! mi risponde con un sorriso, è stata dura ma ora sta meglio grazie al trapianto di midollo della sorellina di dieci anni». Ma spunta il problema della scuola e dei compagni non vaccinati: «Non possiamo mandarlo a scuola, ci sono cinque bambini non vaccinati nella sua classe e, vivendo in un paese non c’è alternativa, nell’altra classe ce ne sono altri tre».
 


In astratto, se in tutte le altre classi ci fossero bambini non vaccinati, il bambino dovrebbe andare all’estero «a cercare una classe di bambini vaccinati raggiungendo un altro paese», ipotizza la Maschio, dottoressa e scrittrice. «Ma dico, siamo in un paese civile? Siamo nel 2018 ed esiste questa gente stupida che trova in politici imbecillì una voce, gente che sproloquia dimenticando che non pratichiamo più l’antivaiolosa – è l’opinione della dottoressa- visto che l’organizzazione mondiale della sanità ha confermato che l’ultimo caso di vaiolo al mondo risale al 1978». 

"NON POSSIAMO ESCLUDERLI" «Questo è un caso che ancora non ci siamo trovati ad affrontare concretamente - chiarisce al Gazzettino il direttore generale Uls Francesco Benazzi - Effettivamente è una situazione che può porsi per un bambino che abbia superato una leucemia o per altri bambini immunodepressi: è opportuno che non frequentino bambini non vaccinati. Le vaccinazioni sono fondamentali». Cosa fare? «Noi dobbiamo rispettare la normativa nazionale, non possiamo escludere i bambini non vaccinati dalle elementari. Ma abbiamo la possibilità di garantire l’immunità al bambino».

Una soluzione potrebbe essere individuare un'altra classe con bambini che siano tutti vaccinati, ma porterebbe certo disagio al piccolo Andrea, che dovrebbe così cambiare i suoi compagni: ciò che è certo è che il suo non è un caso unico, dato che in altre situazioni analoghe i genitori abbiano scelto le vie legali denunciando le scuole. Solo il futuro chiarirà come potrà definirsi e risolversi questa situazione: sperando che ad avere la meglio siano il bene e la salute di questo bambino di 8 anni, capace di sconfiggere un brutto male ma che ora deve vedersela con un problema completamente diverso.

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