Sant'Omero, collassa una trave in cemento armato e il ponte viene giù a notte fonda. Salvati da un giovane automobilista

Sant'Omero, collassa una trave in cemento armato e il ponte viene giù a notte fonda. Salvati da un giovane automobilista
SANT’OMERO - Un pezzo di ponte che frana in piena notte. Una tragedia sventata per un soffio. Che sarebbe accaduto se, in quel momento, un’auto fosse transitata sul...

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SANT’OMERO - Un pezzo di ponte che frana in piena notte. Una tragedia sventata per un soffio. Che sarebbe accaduto se, in quel momento, un’auto fosse transitata sul viadotto del Salinello? Domanda che resta, per ora, sospesa nel vuoto.

 

Come metà dell’infrastruttura viaria che, già qualche anno, era chiusa ai mezzi sopra le 12,5 tonnellate. Una scelta della Provincia di Teramo dopo verifiche di stabilità. Il cedimento si è registrato attorno alle 23 di giovedì e ha interessato il ponte sul torrente Salinello lungo la strada provinciale 12, tra i comuni di Sant’Omero e Bellante. 



Tra le ipotesi al vaglio anche il collasso di una trave in cemento armato. Sono stati alcuni passanti a segnalare il crollo e a posizionare del nastro per impedire che altri automobilisti transitassero sul viadotto. I dipendenti della Provincia di Teramo hanno provveduto, successivamente, a chiudere la strada mediante il posizionamento di new jersey in cemento. Sul posto i vigili del fuoco sin dai primi minuti, insieme al Presidente della Provincia Diego Di Bonaventura. La viabilità è stata deviata su strade alternative ma non mancheranno disagi dovuti ad un tragitto ben più lungo. Ora si attende l’esito del sopralluogo del Genio Civile che dovrà decidere se sarà possibile una messa in sicurezza (200mila euro sono disponibili immediatamente) o se bisognerà buttare giù il ponte ricostruirlo ex novo con due milioni di euro. Quest’ultima pare l’ipotesi più accreditata. «Ringraziando Dio non ricordiamo nessun morto – sono le parole del presidente della Provincia -. Ci siamo accorti che in Italia abbiamo dei ponti nel 2018, con la tragedia di Genova. Quella franata ieri sera era un’opera del dopoguerra, degli anni ’50 e ’60. Capisco le critiche ma era stato costruito in un’altra epoca quando circolavano camioncini con qualche quintale di peso mentre ora passano auto e mezzi pesanti ogni minuto e quei viadotti stanno cercando di sopportare un’altra viabilità. Serve un piano Marshall per sanare queste difficoltà infrastrutturali della nostra Italia. Avevamo fatto lavori nel 2018 e, probabilmente per questo, non c’è stato un crollo totale».

 

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Corriere Adriatico