San Benedetto, 44 spiagge libere senza controlli anti Covid, ecco come evitare i pericoli

Nelle spiagge libere per ora ognuno può fare come vuole
SAN BENEDETTO - Gestione delle spiagge libere: superata la metà di giugno, l’amministrazione comunale coniuga ancora i verbi al futuro e annuncia progetti dalla...

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SAN BENEDETTO - Gestione delle spiagge libere: superata la metà di giugno, l’amministrazione comunale coniuga ancora i verbi al futuro e annuncia progetti dalla tempistica nebulosa. Ma l’orologio della stagione balneare rintocca già ore di grande affluenza e, in questa situazione, crescono le polemiche tra gli operatori turistici. 

 

Procediamo con ordine, partendo con una panoramica complessiva. Dalla foce del torrente Albula fino alla Riserva naturale della Sentina, la spiaggia può contare su 44 spazi non affidati agli chalet e, dunque, di competenza municipale. Tra questi 44, esattamente 11 hanno dei limiti particolarmente stringenti, legati a due motivi. Il primo: ridotte dimensioni che non garantiscono la possibilità di rispettare il distanziamento Covid. Secondo: utilizzo per rimessaggio delle unità da pesca e da diporto. Qui è consentito solo il transito. In tale novero, spicca l’arenile libero a Sud della foce dell’Albula dedicato al rimessaggio dei natanti. Spazio sempre molto frequentato da bagnanti che non potrebbero stazionare lì.

Una nota diramata mercoledì dal Comune chiariva che: «Una specifica cartellonistica sarà apposta all’ingresso di ciascuna spiaggia libera con l’indicazione della tipologia di spiaggia (stazionamento o solo transito) e un riepilogo delle regole da osservare per prevenire il contagio». A ieri mattina, non c’era ancora traccia di tali cartelli. Così come resta molto vaga un’altra indicazione scaturita dal Municipio, dove si parla della «possibilità di istituire un servizio di accoglienza, informazione, vigilanza e controllo del rispetto delle regole. A tale proposito, il competente Servizio comunale sta valutando anche la possibilità di stipulare un’apposita convenzione con un’associazione di volontariato». 

Parlare di “valutazioni” e di “possibilità” a giugno ormai inoltrato, fa sobbalzare qualche operatore turistico. «Siamo ormai in piena stagione estiva e l’amministrazione comunale cerca ancora la strada. Nel frattempo, toglie l’App e il servizio telefonico di prenotazione che lo scorso anno, bene o male, hanno garantito la gestione delle spiagge libere» sbotta l’albergatore Pietro Canducci. «Pensate a quanti leggeranno quei magnifici cartelloni (laddove dureranno) - scandisce con amara ironia l’imprenditore turistico - che begli assembramenti che si creeranno e soprattutto quante persone potranno realmente utilizzarle, le spiagge libere». A Grottammare invece il servizio è attivo da da due settimane con gli steward che come l’anno scorso accolgono e indirizzano i bagnanti. Eppure le premesse a S. Benedetto erano buone: il sindaco Pasqualino Piunti verso fine maggio aveva annunciato addirittura più controlli. Ma si vede che qualcuno a Palazzo è ancora lento ad eseguire.
 

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Corriere Adriatico