San Benedetto, le barche tornano in mare Il fermo pesca ha acuito i problemi

San Benedetto, le barche tornano in mare Il fermo pesca ha acuito i problemi
SAN BENEDETTO - Questa sera si torna in mare a un mese e mezzo di distanza dallo stop della pesca. Ma quest'anno le novità sono tante. E, per i marittimi almeno, di note...

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SAN BENEDETTO - Questa sera si torna in mare a un mese e mezzo di distanza dallo stop della pesca. Ma quest'anno le novità sono tante. E, per i marittimi almeno, di note positive, ce ne sono ben poche. Perché si torna a gettare le reti ma in un'area di pesca estremamente ridotta. Continua ad essere chiusa infatti, e lo sarà fino a luglio del prossimo anno, la fossa di Pomo, l'area dove si pescano gli scampi, per intenderci.


"Rientriamo in attività con la chiusura del fermo biologico - spiegano i marittimi - e mantenere chiusa la Fossa di Pomo significa desertificare la fascia costiera perché tutti si riverseranno a pescare il più a ridosso possibile delle coste". Il tutto mentre i croati continuano a pescare nell'area che, in teoria, sarebbe interdetta anche a loro. In pratica la decisione del Governo favorirebbe la concorrenza visto che, stando a quanto affermano gli addetti ai lavori del versante italiano, in Croazia i controlli sono tutt'altro che serrati.

In più c'è anche la questione delle bombe d'aria compressa, le famose airgun, utilizzate per cercare in mare. Secondo i marittimi questo sistema sarebbe estremamente deleterio per la fauna marina. Insomma si rientra tra mille problemi che vanno ad aggiungersi a quelli esistenti. Nel frattempo i marittimi non sono stati con le mani in mano. Durante il periodo di fermo biologico hanno creato una rete interregionale denominata "Mamolab" . Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico