Tettoia da demolire, uno chalet di San Benedetto si appella al Tar dopo i controlli di Capitaneria e vigili

Tettoia da demolire, uno chalet di San Benedetto si appella al Tar dopo i controlli di Capitaneria e vigili. Gli chalet di San Benedetto
SAN BENEDETTO - Uno chalet del tratto nord del lungomare realizza una tettoia fronte mare, il Comune chiede subito di smantellare l’intervento in quanto sarebbe stato fatto...

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SAN BENEDETTO - Uno chalet del tratto nord del lungomare realizza una tettoia fronte mare, il Comune chiede subito di smantellare l’intervento in quanto sarebbe stato fatto senza permesso, da qui il ricorso al Tar da parte dello stabilimento. Lo scorso 4 agosto la Capitaneria di porto ha effettuato un sopralluogo presso lo stabilimento balneare rilevando delle difformità riguardanti una struttura ombreggiante intelaiata, fronte mare di materiale ferroso, che si estendeva per 60.14 metri quadrati.

 

La sottostante area risultava attrezzata con tavoli e sedie direttamente poggiati sulla sabbia. Tale superficie, difatti, costituiva un aumento della metratura del corpo di fabbrica principale e soggetta a preventiva autorizzazione nel rispetto delle normative di settore. A tale sopralluogo ne è seguito un altro il primo settembre da parte della polizia municipale, dal quale si rileva che in assenza di titolo edilizio e paesaggistico sarebbe stata realizzata una tettoia aperta su quattro lati in aderenza al fabbricato principale e prospiciente l’arenile, costituita da un telaio metallico, cinque pilastri fissati sulla sabbia e travi bullonate alla parete superiore del fabbricato.

L'ordinanza del 28 settembre

Quindi l’ordinanza emessa il 28 settembre di demolire la tettoia entro 3 mesi, in caso contrario sarebbe stata applicata una sanzione di 20mila euro. A questo punto lo stabilimento ha presentato, il 23 dicembre, ricorso al Tar chiedendo l’annullamento dell’ordinanza di demolizione previa sospensiva. Ricorso presentato dall’avvocato Giulio Cacciapuoti, contro il Comune e nei confronti dell’Agenzia del Demanio- direzione regionale Marche, in merito al provvedimento “richiesta pagamento indennizzi per innovazione non autorizzata presso lo stabilimento balneare ad uso pubblico denominato per occupazione abusiva di adiacente area demaniale”. Indennizzo che ammonterebbe a 20mila euro. Tanto che il Comune ha dato mandato all’avvocato Marina Di Concetto di difendere l’ente.

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Corriere Adriatico