Covid, benedizioni pasquali all’aria aperta con i fedeli affacciati dalle finestre per evitare assembramenti

La benedizione pasquale a casa quest'anno non si farà
SAN BENEDETTO - Verso Pasqua nel segno del Covid: per il secondo anno consecutivo, la diocesi di San Benedetto - Ripatransone - Montalto è costretta a ricalibrare riti...

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SAN BENEDETTO - Verso Pasqua nel segno del Covid: per il secondo anno consecutivo, la diocesi di San Benedetto - Ripatransone - Montalto è costretta a ricalibrare riti ultrasecolari. Annullate tutte le precessioni, compresa quella storica del Venerdì Santo a Monteprandone: una delle più antiche del nostro territorio, con radici addirittura nell’Anno Mille. 

 

I limiti
Limiti alle benedizioni domestiche a causa del distanziamento sociale: vengono valutate benedizioni nei cortili con le persone affacciate dalle finestre; o nei pianerottoli, con le famiglie sull’uscio di casa. Avanti con lo streaming on-line delle messe e degli incontri di preghiera. Queste sono alcune indicazioni scritte dal vescovo, Carlo Bresciani, in una recente lettera indirizzata ai sacerdoti. Per la Pasqua 2021 (fissata il 4 aprile) manca più di un mese ma, purtroppo, l’evoluzione dei contagi non fa ben sperare. Così, la Chiesa diocesana si regola di conseguenza. «Stiamo vivendo la seconda quaresima di pandemia - scrive monsignor Bresciani -. Le restrizioni, per ora, non sono totali come nella precedente quaresima, ma continuano a limitare non poco le nostre attività. Le restrizioni sono particolarmente pesanti, soprattutto perché ostacolano la nostra vicinanza ai fedeli in un periodo in cui soffrono molto la solitudine e sentono il bisogno del conforto della fede. Ci sentiamo privati di molte cose, costretti a un digiuno pastorale che fino a poco tempo fa non avremmo mai pensato». In ogni caso, il vescovo invita tutti a «mantenendo sempre le limitazioni igienico-sanitarie stabilite dall’autorità civile».

 

 

Uno degli appuntamenti classici del periodo pasquale è rappresentato dalle benedizioni nelle case, che i sacerdoti svolgono ognuno nella propria parrocchia. Il Coronavirus, per ovvi motivi, ha stravolto questa ricorrenza. «Sappiamo quanto sia importante il nostro incontro con le famiglie: sia per una conoscenza reciproca, sia per un semplice, ma importante, contatto pastorale - scrive ancora il vescovo ai preti -. Si valuti lo spostamento della benedizione al periodo post-pasquale, sperando in un miglioramento della situazione pandemica. Comunque, è da evitare accuratamente di passare da una famiglia all’altra. Una benedizione data all’aperto (per esempio: nel cortile), caseggiato per caseggiato con una preghiera in comune, magari con le persone affacciate alle finestre? Oppure, pianerottolo per pianerottolo con le persone affacciate sulla porta? L’ipotesi mi è stata presentata in quanto permetterebbe la sicurezza di evitare assembramenti. Potrebbe essere, ma limita molto l’incontro con le famiglie che è uno dei momenti fondamentali della benedizione». 


Le precauzioni


Come accennato all’inizio, c’è lo stop alle processioni: «Dovendosi evitare assembramenti, non si possono fare processioni con i fedeli. In chiesa, alle solite condizioni, possono essere mantenute le devozioni della pietà popolare tradizionali di questo periodo». Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico