Non comunica all’azienda sanitaria di avere un familiare positivo ma viene scoperta: il pugno duro dell'Area vasta per una infermiera no vax

ASCOLI  - Pugno duro della direzione sanitaria nei confronti di una operatrice dell’Area Vasta 5, che era stata in contatto con un familiare positivo al Covid-19. La...
 
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ASCOLI  - Pugno duro della direzione sanitaria nei confronti di una operatrice dell’Area Vasta 5, che era stata in contatto con un familiare positivo al Covid-19. La donna, che risultava non vaccinata, è stata invitata a rimanere in casa e ad osservare il periodo di isolamento previsto dalla normativa. Al suo rientro al posto di lavoro verranno valutati eventuali provvedimenti da adottare nei suoi confronti.

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Questo degli operatori sanitari no-vax è un tema che sta preoccupando non poco le autorità sanitarie dell’Area vasta 5, anche se nel Piceno il loro numero si sarebbe ridotto di parecchio. Per tutti costoro, ora si apre lo spettro della sospensione ex lege dall’attività professionale come stabilito dal decreto legge 44 del 1 aprile scorso, convertito in legge il 28 maggio. A chiarire come procedere lo stesso Ministero della Salute in una lettera di risposta alla Fnomceo che chiedeva lumi su come applicare la legge. Nella sua risposta il Ministero ha definitivamente chiarito la natura della sospensione dall’esercizio professionale dei professionisti che non ottemperino all’obbligo vaccinale e i conseguenti provvedimenti che gli Ordini devono adottare.

Tutto parte dall’azienda sanitaria cui spetta l’accertamento della mancata osservanza dell’obbligo vaccinale dalla quale discende la sospensione ex lege dall’esercizio della professione sanitaria e dalla prestazione dell’attività lavorativa. Adesso, c’è anche la lettera di diffida inviata dall’Asur agli operatori sanitari non ancora vaccinati e nella quale si delegano i direttori delle Aree vaste a prendere provvedimenti nei confronti di questi operatori sanitari refrattari al vaccino anti Covid. Sempre sul versante dei vaccini, nell’Area vasta 5 a fronte di una popolazione vaccinabile di circa 190.000 unità, le persone che hanno completato il ciclo vaccinale con le due dosi sono quasi 105.000, un numero che in termini percentuali si attesta tra il 50% e il 60%, mentre le persone che hanno ricevuto almeno una dose sono in totale circa 135.000.

In pratica, entro il mese di agosto, le persone che in Area vasta 5 dovrebbero aver completato il ciclo vaccinale, dovrebbero essere il 70% della popolazione vaccinabile. Insomma, vicino all’immunità di gregge. Un risultato che potrebbe essere ancora migliorato visto il boom di prenotazioni, soprattutto, da parte dei giovani, per ricevere la prima dose del vaccino anti Covid. Non è un caso, infatti, che nella giornata di oggi, rispetto alle 900 persone vaccinate in media giornalmente, sono previste 1.200 vaccinazioni sia presso l’Hub vaccinale di Ascoli che in quello di S. Benedetto, con un incremento di più del 30%. Un boom di prenotazioni dovuto all’introduzione del Green pass e alle limitazioni che esso comporta e che ha convinto la popolazione giovanile ad aderire alla campagna vaccinale. L’obiettivo delle autorità sanitarie dell’Area vasta 5 è quello di arrivare alle 150.000 vaccinazioni che rappresenterebbe l’80% della popolazione vaccinabile. Obiettivo che può essere raggiunto se le dosi dei vari vaccini arrivassero secondo le necessità rappresentate dall’Area vasta 5. 


Questo, perché nella scorsa settimana c’è stato quasi un dimezzamento di dosi di vaccino Pfizer, in parte recuperato con la fornitura di ieri con 8.800 dosi arrivate in Area vasta 5. Una quantità che dovrebbe consentire di arrivare al fine settimana senza eccessive criticità, anche perché tra sabato e domenica è previsto l’arrivo della fornitura di vaccino Moderna. Se i giovani sembra si siano convinti ad aderire alla campagna vaccinale, resta lo zoccolo duro degli over 50 molti dei quali rifiutano la vaccinazione per diversi motivi. Oggi, dovrebbe arrivare in Area vasta 5 il camper con il quale raggiungere gli over 50 che risiedono nei piccoli Comuni della provincia. Un ennesimo tentativo, dopo quelli dei giorni scorsi, per convincere la popolazione più anziana e quindi maggiormente a rischio, di aderire alla campagna vaccinale. 


Sul fronte dei contagi nella giornata di ieri il numero di positivi al Covid-19 è rimasto pressocchè inalterato rispetto al giorno precedente, anche se il totale di nuovi positivi in regione è aumentato in maniera sensibile con 162 nuovi casi e un tasso di incidenza su 100.000 abitanti arrivato al 45,35%. Fortunatamente non si registra nessun nuovo ingresso in terapie intensiva con una sola presenza in Area vasta 5.

 

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