Polizze nell'orario d’ufficio, il pm duro «Condannate l’impiegato assenteista»

ANCONA Si sarebbe allontanato dalla sua scrivania di dipendente comunale per lavorare come assicuratore: chiesto un anno e 8 mesi di reclusione per il presunto assenteista licenziato in tronco dal Comune lo scorso marzo. Rischia di ricevere una stangata – considerando il rito abbreviato con cui affronta il processo - il 63enne, ex vigile provinciale e poi impiegato negli uffici di piazza Salvo d’Acquisto, finito sul banco degli imputati con la duplice accusa di truffa aggravata e violazione della legge sul pubblico impiego. 

Ieri mattina, il pm Andrea Laurino ha chiesto la condanna davanti al gup Paola Moscaroli, Maria Francesca Di Ciommo, avvocato dell’ex dipendente della pubblica amministrazione e Gianni Fraticelli, legale che rappresenta il Comune. Bisognerà aspettare il 16 novembre per l’esito dell’udienza. L’Amministrazione Mancinelli ha deciso di costituirsi parte civile chiedendo un risarcimento di circa 6 mila e 300 euro, calcolata in base al danno economico relativo alle ore in cui il 63enne avrebbe lasciato deserto il suo ufficio per raggiungere la scrivania da libero professionista a circa venti chilometri dal capoluogo.

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