Ancona, le telecamere incastrano il «writer innamorato». Gli investigatori su di lui manca solo il nome

Le telecamere incastrano il writer di Ancona. Gli investigatori su di lui
ANCONA - Caro vandalo innamorato, arrenditi. Le telecamere ti hanno ripreso e manca poco così perché gli investigatori riescano a identificarti. D’altronde,...

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ANCONA - Caro vandalo innamorato, arrenditi. Le telecamere ti hanno ripreso e manca poco così perché gli investigatori riescano a identificarti. D’altronde, hai lasciato il segno in troppi punti della città per non essere scoperto: dal Passetto alla stazione, dal Viale al Piano. Una quarantina di scritte, realizzate tutte con una bomboletta spray di colore blu: in alcune immagini si vede che la tieni in mano. In piazza Pertini c’è un filmato che ti incastra: ti fermi, ti chini e a terra verghi la solita dedica, “Sara ti amo”. Come hai fatto in mezza città. 

L’appello

Abbiamo provato a stimolare la tua fidanzata (o la tua ex? O la ragazza di cui si sei invaghito ma che non ti si fila?) invitandola il 26 luglio scorso a farsi viva con il nostro giornale, ma non c’è stato verso. Ora l’appello lo facciamo direttamente a te: esci allo scoperto e assumiti le responsabilità di quello che hai combinato. Come Pollicino, hai lasciato le tue odiose briciole blu su muri, colonne, pensiline dei bus. Gli inquirenti hanno ricostruito il percorso che hai fatto in quella struggente notte tra il 15 e il 16 luglio quando, ebbro d’amore sei partito dal Passetto e ti sei incamminato verso il centro. Una scritta sul cantiere della scalinata, un’altra su una facciata in via Toti, un’altra ancora lungo il Viale. E poi la solita dedica sul pavimento di piazza Pertini, dove una telecamera ti ha ripreso alle 2 di notte. Un’altra ti ha pizzicato agli Archi, dove sei arrivato dopo aver imbrattato pure la galleria San Martino. Indossi una felpa nera - che diventa bianca sotto l’effetto degli infrarossi -, con una vistosa scritta sulla schiena, un cappuccio in testa, un paio di sneakers. E uno zaino che non tieni sulle spalle, ma davanti. Devi avere 16-17 anni. Gli investigatori prima o poi ti riconosceranno, proprio grazie a quelle immagini. Più passano i giorni e più scritte vengono fuori: agli Archi, in corso Carlo Alberto, sulla facciata della stazione. Nessuno vuole metterti alla gogna. Siamo pronti a perdonarti, a patto che ti arrenda e che cancelli (a tue spese) tutte quelle scritte horror.

 

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Corriere Adriatico