Staffolo, sindaco sotto processo per aver spostato due cannoni

I cannoni della discordia
STAFFOLO - I cannoni della discordia avranno finalmente la loro collocazione più idonea, inquadrati in un percorso di informazione storica fruibile da cittadini e...

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STAFFOLO - I cannoni della discordia avranno finalmente la loro collocazione più idonea, inquadrati in un percorso di informazione storica fruibile da cittadini e scolaresche. Era l’idea iniziale del sindaco Patrizia Rosini quando, nell’ottobre 2015, fece rimuovere i due cannoni – datati tra la I e la II guerra mondiale provenienti l’uno da Taranto e l’altro assemblato in Cecoslovacchia – dal viale Europa e dai giardini alle porte del centro storico. Un luogo dove i due cimeli erano rimasti per oltre 30 anni, esposti alla pubblica fede ma anche all’incuria del tempo e alle intemperie, che li avevano logorati e resi pericolosi per via della ruggine, parti scheggiate e logore. Per quella decisione di spostarli dal centro e ricollocarli in altra sede «in attesa della loro messa in sicurezza» presso un’area recintata del magazzino comunale, la sindaco era stata oggetto di una segnalazione anonima ai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale che l’avevano denunciata per aver effettuato lo spostamento senza l’autorizzazione della Sovrintendenza, avendo i cimeli più di 50 anni. Oggi, alla vigilia delle celebrazioni del centenario della I guerra mondiale, che il Comune si appresta a commemorare con la deposizione di 78 fiori per altrettanti caduti originari di Staffolo e la presentazione di un libro (realizzato con il contributo della Carisj), il sindaco Rosini può riprendere quel percorso di ricollocazione avviata per i due cannoni. 
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Corriere Adriatico