Solo turnover per il Pronto soccorso: due medici in arrivo, altri se ne vanno. E l'emergenza continua

Solo turnover per il Pronto soccorso: due medici in arrivo, altri se ne vanno. E l'emergenza continua
SENIGALLIA  - Due medici in arrivo al Pronto soccorso, che da venerdì ne perderà altri due dopo i tre già andati via nelle ultime settimane. Uno...

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SENIGALLIA  - Due medici in arrivo al Pronto soccorso, che da venerdì ne perderà altri due dopo i tre già andati via nelle ultime settimane. Uno verrà assunto a tempo determinato con un contratto Covid, l’altro arriverà dal reparto di Medicina spostato dalla direzione ospedaliera. L’ordine di servizio avrà la durata di un mese e, a rotazione, se nel frattempo non verrà reperito altro personale medico, verrà precettato un altro dottore da Medicina per un altro mese e così via. 

 


Fino ad esaurimento della pazienza perché alcuni medici hanno già fatto scrivere da un legale all’Asur ma, almeno per il momento, hanno deciso di desistere dall’intentare una causa. E’ quanto emerso dall’incontro che si è tenuto ieri in ospedale sull’emergenza dell’organico al Pronto soccorso. La precarietà regna ancora sovrana con la soluzione trovata per garantire il massimo dell’assistenza agli utenti. La direzione aziendale ha reperito un medico e l’altro l’ha messo la direzione sanitaria, spostandolo da un reparto. Una situazione che non piace agli stessi medici del Pronto soccorso, oltre che a quelli che ogni volta si devono spostare. E’ da febbraio che si tamponano le carenze con contratti Covid, quindi precari, e ordini di servizi. Sono tutti stanchi e vogliono prospettive concrete di assunzioni per lavorare serenamente con un po’ di stabilità. Ciò nonostante il personale del Pronto soccorso ha superato l’estate con tanti sacrifici l’estate ma con ottime prestazioni seppure a volte i tempi d’attesa abbiano provocato lamentele negli utenti ma non certo per loro responsabilità. 


Proprio ieri Luca Santarelli, consigliere regionale di Rinasci Marche è tornato sulla questione del Pronto soccorso. «Il personale sanitario è allo stremo – ha denunciato –, la Giunta regionale resta immobile nonostante da mesi venga rimarcato come la struttura sia in forte sofferenza. Le ferie per chi lavora sono diventate una chimera come anche i riposi. Dobbiamo anche considerare che i medici con contratti Covid sono legati allo stato d’emergenza che scade il 31 dicembre». Il consigliere regionale ricorda inoltre che mancano all’appello per il reparto 300mila euro già stanziati per i percorsi “sporco-pulito” e la Tac. 

 

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Corriere Adriatico