Rapper attacca Fibra ​e la città, poi si scusa

Rapper attacca Fibra ​e la città, poi si scusa
SENIGALLIA - Il rapper Vacca attacca Fabri Fibra ma a rimanere offesi...

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SENIGALLIA - Il rapper Vacca attacca Fabri Fibra ma a rimanere offesi sono i senigalliesi alluvionati. Nel singolo lanciato lunedì, dal titolo "Ritarducci", tra insulti e cattiverie varie, c'è una frase che ha indignato una città che con coraggio è fatica si sta rialzando dall'alluvione che ha portato morte e devastazione. "Ti mando a casa giù a Senigallia con il canotto" canta Vacca e il rapper senigalliese risponde senza dare troppo peso alla cosa. "Quando avevo 12 anni, a Senigallia, il prete a catechismo mi chiamava Ritarducci. Bene, tanta tristezza non fa per me. Come allora, io passo oltre". Non passano oltre i senigalliesi e i fan di Fabri Fibra. "Vacca si deve solo vergognare - commenta il noto dj Luki Franceschini - quello che dice su Senigallia è appunto vergognoso non trovo altre parole". Ilenia Astarita aggiunge "ha messo in mezzo anche l'alluvione a Senigallia fa solo pena". Compreso l'errore, è arrivato un primo cinguettio su Twitter del cantante antagonista di Fabri Fibra "rispetto per Senigallia e per la famiglia Tarducci" ma la rabbia non si è placata. "Rispetto per Senigallia? - ribatte Simona Liga -. Se avevi tutto questo rispetto, non citavi una tragedia per chiudere una rima". Nel pomeriggio sono arrivate le scuse ufficiali di Vacca che ha cercato in qualche modo di porre rimedio alla gaffe. "Mi spiace se qualche persona possa aver giustamente frainteso - le parole scritte ieri dal rapper sardo su Facebook - ma per quanto riguarda la mia persona non ho mai scherzato su tragedie o morti che siano, quello lo lascio fare a qualcun'altro. Chiedo quindi scusa a tutti coloro che si sono sentiti toccati in prima persona, un grosso abbraccio e in bocca al lupo a tutte le persone colpite da questo disastro, e le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime di questa triste tragedia. Forza Senigallia". Scuse che non sembrano bastare. "Non puoi mettere in mezzo una tragedia come quella successa a Senigallia - commenta Luca Ricci -, dove la gente ha perso tutto, poi accorgerti di aver fatto una cavolata e chiedere scusa". "Pensa prima di insultare la gente che non c'entra - insiste Giacomo Ciocconi -. Se non sai cosa dire, non lanci frasi su persone che hanno perso casa, famiglia, lavoro".
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Corriere Adriatico