In 5mila al corteo a Falconara contro le puzze: «Ora un incontro con la sindaca»

FALCONARA In 5000 ieri hanno partecipato alla manifestazione “Fermiamo il disastro ambientale” organizzata da Falkatraz, comitato Mal’Aria e L’Ondaverde,...

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FALCONARA In 5000 ieri hanno partecipato alla manifestazione “Fermiamo il disastro ambientale” organizzata da Falkatraz, comitato Mal’Aria e L’Ondaverde, con l’Ambasciata dei Diritti delle Marche e la Campagna nazionale “Per il clima fuori dal fossile” contro le esalazioni. Il corteo, presidiato dalle forze dell’ordine e a cui ha partecipato anche l’assessore all’Ambiente, Valentina Barchiesi, si è snodato da piazza Mazzini a via Bixio, in pieno centro. Nel mirino, le puzze che da settimane si avvertono a Falconara e dintorni.

 

«Quella che un tempo sembrava una rivendicazione impraticabile – ha detto Fabrizio Recanatesi di Falkatraz - oggi riassume il buon senso e il realismo che difende il presente e il futuro del territorio: un piano di bonifiche pubbliche, che preveda il concorso del privato secondo il principio chi inquina paga, che tutelino il lavoro e risarciscano la cittadinanza».

Il confronto

Nel mirino degli intervenuti c’è anche la raffineria, che però nei giorni scorsi ha respinto le accuse al mittente, sottolineando che le emissioni odorigene non partono solo dall’Api, vista la presenza di molte altre aziende in zona, e che i controlli eseguiti dall’Arpam hanno escluso allarmi e responsabilità. «Richiediamo un incontro e un confronto con il sindaco di Falconara – dice Recanatesi - come rilanceremo una nuova convocazione assembleare e sui cui contenuti continueremo a stimolare un dibattito pubblico. Se necessario, porteremo le nostre rivendicazioni direttamente al Ministero della Salute per quanto concerne l’aggiornamento dello Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento (Sentieri) del marzo 2023 e a quello dell’Ambiente».

Gli organizzatori hanno poi affermato di sostenere la nascita delle comunità energetiche, già attive in città, come forme autentiche di transizione ecologica dal basso in grado di rendere i consumi privati, la quota maggioritaria sul mercato, sempre più liberi e indipendenti dai monopoli del petrolio e del gas. Alberto Sgalla, docente assai conosciuto negli ambienti dell’associazionismo, ha affermato che si è trattato di una festa democratica. «Dopo tante segnalazioni di problemi vari, anche per respirare, per godere della propria casa, dei propri spazi, oggi è il giorno del riscatto. Una manifestazione tutta dei cittadini, la forma più pura e più autentica di democrazia. Questa è stata una festa democratica alimentata da tanta rabbia ma organizzata facendo leva sulla conoscenza e sulla civiltà che sempre devono illuminare e guidare la società».

 

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Corriere Adriatico