Orte-Falconara, via libera del Ministero: una corsa adesso per non perdere i fondi Pnrr

Orte-Falconara, via libera del Ministero: una corsa adesso per non perdere i fondi Pnrr
ANCONA  - Sette mesi col fiato sospeso. Tanto è durata l’attesa prima di ricevere il parere positivo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza...

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ANCONA  - Sette mesi col fiato sospeso. Tanto è durata l’attesa prima di ricevere il parere positivo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sulla compatibilità ambientale del progetto di fattibilità tecnico ed economica per la realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria PM228-Castelplanio (con bybass di Albacina) e Lotto 2 Genga-Serra San Quirico all’interno della linea Orte-Falconara. 

 

Il decreto 


L’ok del Ministero è arrivato lunedì 20 marzo attraverso l’emanazione di un apposito decreto che esprime «giudizio positivo -si legge nel documento - sulla compatibilità ambientale del progetto» che nel frattempo è passato sotto il giogo della Soprintendenza che ha imposto ben 25 prescrizioni. Era settembre 2022. Sette mesi di fasi complesse prima di superare l’impasse, fatto di risposte da parte di Rfi, fino ad arrivare all’accettazione delle prescrizioni. E quindi raggiungere il tanto agognato parere ministeriale che consente la prosecuzione del progetto. Ma intanto i tempi si sono allungati. Infatti, inizialmente, era previsto che il progetto andasse in gara entro la fine del 2022. Cronoprogramma chiaramente saltato per via delle procedure che sono intervenute strada facendo. 


La corsa 


Adesso bisognerà accelerare disperatamente i tempi per rimanere nella deadline del 2026, come previsto dalle disposizioni del Pnrr attraverso cui l’opera verrà finanziata: circa 1 miliardo di euro tra Pnrr e contratto di programma Mims-Rfi 2022-26. Una corsa contro il tempo che inderogabilmente costringe Rfi ad andare in gara con il progetto entro la primavera, vista la grande portata dell’opera da realizzare. E in tutto ciò potrebbero anche presentarsi altri intoppi. Infatti i Comuni interessati, o anche solo comitati cittadini, potranno presentare ricorso al Tar e al Presidente della Repubblica, rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla notifica del decreto.

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Corriere Adriatico