Parcheggio del carcere di Montacuto Agguato contro le auto dei poliziotti

Parcheggio del carcere di Montacuto Agguato contro le auto dei poliziotti
ANCONA - Ha agito di notte, da solo e con un unico obiettivo: mandare un messaggio intimidatorio alle guardie penitenziarie del carcere di Montacuto, danneggiando le vetture...

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ANCONA - Ha agito di notte, da solo e con un unico obiettivo: mandare un messaggio intimidatorio alle guardie penitenziarie del carcere di Montacuto, danneggiando le vetture parcheggiate all’esterno della struttura. Non ha preso di mira un’auto o due, ma ne ha infrante 15. Ad alcune ha squarciato tutte e quattro le gomme, ad altre ha graffiato la carrozzeria, rigando sportelli e portabagagli. A una ha lasciato un ricordino sul cofano: il disegno delle sbarre di una cella. È caccia all’auto dell’agguato di venerdì notte contro i veicoli del personale di servizio del carcere.

 
Da quanto rilevato dalla telecamere di sicurezza puntate su tutta l’area della casa circondariale, il raid sarebbe opera di un solo uomo. Dalle immagini si può intravedere l’arrivo di una Fiat Panda bianca al posteggio esterno del carcere. Il conducente, dopo aver accostato il veicolo, si è messo all’opera. Un’azione di pochi minuti, iniziata attorno alle 3. In totale, sono finite nel mirino 15 auto. Ad ognuna avrebbe lasciato un segno diverso. Su gomme e carrozzeria avrebbe utilizzato un oggetto contundente, un taglierino o un punteruolo talmente appuntito da solcare le lamiere delle vetture del personale di servizio. Ad una ha lasciato una “dedica” sul cofano, abbozzando i contorni delle sbarre di ferro. Nessuna guardia ha fatto caso a quanto stava avvenendo nel parcheggio.

La scoperta è avvenuta ieri mattina all’alba, quando i poliziotti che dovevano iniziare il turno si sono accorti di gomme a terra e portiere graffiate. Per prima cosa sono state acquisite le immagini delle telecamere. Frammenti che nelle prossime ore potrebbero mettere sotto scacco l’autore dell’episodio. Un raid che fa da cassa di risonanza a un clima poco sereno attorno alle guardie. Mercoledì, il sito nazionale del Sappe, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria, era stato violato da alcuni hacker. Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico