Ancona, la baby calciatrice a fine partita accusa un'avversaria. «Mi ha chiamato negra di m...»

Calciatrice segnala episodio di razzismo
ANCONA - La partita era finita, nello spogliatoio ci si dava il cinque per la bella prova in campo. Ma è bastata una frase, sussurrata da un’avversaria, per...

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ANCONA - La partita era finita, nello spogliatoio ci si dava il cinque per la bella prova in campo. Ma è bastata una frase, sussurrata da un’avversaria, per squarciare il clima di festa e far scoppiare in lacrime una ragazzina di neanche 12 anni che è uscita di corsa per andare ad abbracciare l’allenatore e i dirigenti. «Mi ha insultata, mi ha detto negra di m...» singhiozzava con gli occhi lucidi. La giovane giocatrice di calcio a 7 sostiene di aver ricevuto quell’odioso insulto razzista da una coetanea della squadra avversaria che, però, nessuno è riuscito a identificare. Nessuno ha alzato la mano per ammettere le proprie colpe, neppure alla ripresa degli allenamenti, quando la società ha distribuito dei bigliettini invitando le proprie giocatrici a confessare, in anonimato, quantomeno per verificare se il fatto fosse davvero accaduto. Dopo lo sdegno iniziale e in attesa che l’eventuale colpevole esca allo scoperto per chiedere scusa, la squadra under12 di Ancona Respect ha deciso di tendere la mano alla società avversaria. «Organizzeremo un allenamento congiunto e un incontro con giocatrici e genitori per sensibilizzare tutti sul problema del razzismo» spiega il direttore tecnico, Alessio Abram.


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Corriere Adriatico